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blog di ferdigiordano

Astuzia a cielo aperto

 
Invoco per te la furbizia dei satelliti
– quei congegni altolocati meravigliosi
funamboli sul filo di meridiani e paralleli –

Bitte

 
Ho visto la stazza imponente del naviglio
da pesca, [lu’ig:i] (con quella fonetica di fondo
endemica in alto mare) lo raccontava

A lontana (mater ex post)

 
Tipica espressione del grecale è la strepitosa
andatura del corso nudo, con lo spartitraffico in fuori,

Certe volte ancora

 
Niente può essere dato per scontato, tranne
che poggerai il capo proprio là. Il divano
non ha ore, eppure da sveglia lo frequenti.

In questo caso

 
Dovrei ora invorcati, Vitruvio, nel cerchio luminoso
inscritto al quadrato: muscolo elevato a muscolo

Il cielo dà una volta soltanto

 

Non guarderai nemmeno attraverso i miei occhi, né prenderai da me,
Ascolterai ogni cosa e la filtrerai per tuo conto.
 

Per restare nell’ombra

 
Dai piedi in avanti disegno la stessa figura
dell’agave fiorita sullo strapiombo: la sua ombra

Percezioni in via privata

 
Se un calesse, che a malapena riconosco
dal cavallo – io, esegeta del motore
a scoppio – in piena campagna – quel

La rotta del cuoco

 
Gira una vocalità dura, equivalente
del primo dispaccio di guerra, per buona pace
delle riserve di cibo. Va diffondendosi

Pre visione di avaria

 
Dovrà interrarsi l’erba che fece da coperta
alla nudità del solco: come riconoscere

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