dai nomi poco usati: bossi ligustri o acanti.
fossi dove in pozzanghere
mezzo seccate agguantano i ragazzi
qualche sparuta anguilla:
le viuzze che seguono i ciglioni,
discendono tra i ciuffi delle canne
e mettono negli orti, tra gli alberi dei limoni.
Meglio se le gazzarre degli uccelli
si spengono inghiottite dall'azzurro:
più chiaro si ascolta il susurro
dei rami amici nell'aria che quasi non si muove,
e i sensi di quest'odore
che non sa staccarsi da terra
e piove in petto una dolcezza inquieta.
Qui delle divertite passioni
per miracolo tace la guerra,
qui tocca anche a noi poveri la nostra parte di ricchezza
ed è l'odore dei limoni.
talora ci si aspetta
di scoprire uno sbaglio di Natura,
il punto morto del mondo, l'anello che non tiene,
il filo da disbrogliare che finalmente ci metta
nel mezzo di una verità.
Lo sguardo fruga d'intorno,
la mente indaga accorda disunisce
nel profumo che dilaga
quando il giorno piú languisce.
Sono i silenzi in cui si vede
in ogni ombra umana che si allontana
qualche disturbata Divinità.
Ma l'illusione manca e ci riporta il tempo
nelle città rumorose dove l'azzurro si mostra
soltanto a pezzi, in alto, tra le cimase.
La pioggia stanca la terra, di poi; s'affolta
il tedio dell'inverno sulle case,
la luce si fa avara - amara l'anima.
Quando un giorno da un malchiuso portone
tra gli alberi di una corte
ci si mostrano i gialli dei limoni;
e il gelo dei cuore si sfa,
e in petto ci scrosciano
le loro canzoni
In queste pause di silenzio nelle quali sembra che le cose rivelino all’uomo il loro segreto, talvolta in quegli istanti ci si aspetta di trovare un errore della natura, un varco, un filo che sia un mezzo per consentirci di conoscere la verità. L’uomo osserva la realtà con i sensi, la mente ricerca, collega, separa quello che le sensazioni le forniscono mentre il profumo dei limoni si espande su tutte le cose al calar della sera. In quei momenti di silenzio l’uomo ha l’illusione di vedere in ogni figura che si allontana, una divinità disturbata dalla sua presenza. Questa illusione termina quando il tempo ci riporta nelle città caotiche dove il cielo può essere osservato solo a tratti tra gli alti edifici. La pioggia percuote la terra; si intensifica la noia dell’inverno, la luce diminuisce e l’animo diventa malinconico. Ma da un mal chiuso portone si riescono a intravedere i frutti, si scioglie la tristezza del cuore e i limoni sono trombe d’oro che nel petto risuonano ridando solarità.
Rime interne => Nella prima strofa la rima interna è laureati[v.1]/poco usati [v.3], che vuole sottolineare il concetto di determinare una caratteristica letteraria dei poeti laureati: l’utilizzo di parole non frequenti. Questa rima interna può nascondere anche un critica da parte del poeta.
Rime => Nell’ultima strofa si può trovare la rima sfa [v.46] / solarità [v.49] che comunica un sentimento di speranza poiché l’amarezza dell’animo svanisce.
In questa poesia viene espresso il concetto di poeti laureati. Ma chi sono per Montale? Secondo Montale i poeti laureati nelle loro liriche utilizzano immagini particolari, come viene riportato dal poeta ad esempio piante poco conosciute; mentre i poeti antiaulici, di cui si sente far parte lo stesso Montale, nelle loro liriche utilizzano immagini umili e quotidiane: pozzi, anguille, limoni...
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