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Filosofia

S'arena in barena

con le striate vesti salate
  scrive a bocconi su grani umidi
 il racconto.
 le spossate  e arrugginite
 cime   giacciono.
al di qua l'onda ascolta.
 

L’anacoluto di dio

Che la luna si trasmuti
di suo o che un chiodo
di luce l'àncori allo sfondo

el tempo ciapà vanti xe bon pei soti

Quando vegnerà beo
El ceo xe verserà,
me vesto de festa.
Doman, se se pol far, farò.
Doman xe vederà,
an cuo,come el tempo
so gnognoeo e me fermo
sora a bagoina a pensar:
"che el tempo ciapà vanti,
xe bon pei soti".
 
 
Il tempo che s’avvantaggia
è buono per gli zoppi
 
Quando verrà il bel tempo,
il cielo s’aprirà,
mi vestirò di festa.
Domani se si può fare, farò.
Domani si vedrà,oggi,come il tempo sono malinconico e mi fermo sopra un bastone da passeggio
a pensare: “CHE IL TEMPO CHE S’AVVANTAGGIA  è buono per gli zoppi.”

Storie e memoria.

 I ciottoli
del torrente
lisci consunti
come gradini di
una cattedrale antica
indirizzano la corrente
da uno all’altro verso valle
un flusso vitale inconscio deviato
a tratti interrotto si riprende sempre
senza meta apparente però scontata: il mare.
Così la storia dei desideri dei sogni - ansiosi spesso
che precipitano rimbalzano tra pietre lise di gaudio paure e opportunismi
giù fino agli arenili lisci ordinari dove si acquietano con la fine di tutto: la memoria..............
 

Epigramma 2

 
se scelgo di me
quello da scartare
resta poco o niente ma
mi piace assai.

Cado

Ho paura di sprofondare
nella nuvola piena
di sogni e timori.
Mi lasciano cadere,
in questo enorme baratro
del mio pensiero.
Scivolo,
è troppo profondo,
non credo di farcela.
Buio, notte infinita,
abbi pietà di me.
Vuoto, enorme vuoto,
abbi cura di me,
rendi la mia caduta un volo.
Brezza,  pura aria,
dammi conforto.
-Tornerai a galla.-
Prima o poi.

Sapere in realtà

sto con le braccia appese
ti leggo e penso
a quanto tempo ho perso
a rincorrere sogni
meteore come astronavi
formicai d'alieni
infantile Achille alle Porte Scee
solitario e pugnace
a improbabili guerre esiziali
mentre la battaglia
era qui nel giorno lungo
d'esistenza glabra.

E cosi mi sovvien l'eterna felicità

Attrazione vincente del nulla
fra la punta di un tacco e i passi di una smorfia
Persuasioni di metafisica dimensione
riposano in altari sepolti
Incombi malevolo spettro di carne
cosi che Io possa farti lo sgambetto
Là, nel letto di fasce mortali
intonerò canti di aspersione disposti alle ceneri
Nella paresi di immobili vezzi visionari
divorerò il tuo ricordo
mangerò il tuo sangue avvelenato
Tesselli di ossa sbriciolati
si confonderanno all'inesaudita morte tua profana
Dolce mi pare questa uccisione carnale
a sugellar lo spirito di anime vaganti.

Non ho paura

Non ho paura del buio.
Ho paura del buio in solitudine.
 
L'oscurità ride di me
nelle lunghe notti
d'aprile mentre
sospiri d'angeli neri
si susseguono.
 
Non temo la morte.
Temo la morte nel buio.

Quando perdo

quando perdo
quella serenità dei sensi
che la tua presenza o il sogno
la notte mi consentono quieta
non mi basta continuare
ad intrecciare la canapa
della lunga corda
di vicende
che ormai mi lega
a questa vita.

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