Filosofia | Rosso Venexiano -Sito e blog per scrivere e pubblicare online poesie, racconti / condividere foto e grafica Rosso Venexiano -Sito e blog per scrivere e pubblicare online poesie, racconti / condividere foto e grafica

Login/Registrati

Sostieni l'associazione

iscrizioni
 
 

Filosofia

Un fiore nuovo

Quando piove
piangerò,
in modo che le mie lacrime
si trasformino
in gocce di pioggia
per far nascere
un fiore nuovo
in questo deserto.

Verso la meta

Quanta strada in salita ancora
davanti ai miei occhi stanchi
pesanti quasi chiusi
non mi volgerò più indietro
non ascolterò altre voci
la meta non è lontana

arringa il re-vedendo un lampo accendersi

vorrei sapere 
chi ha dato il permesso
a dei fiati d'esprimersi.
dietro il buco di rafia
risica di soppiatto la carota
un coniglio senza denti,
che è sfuggito ad un comizio.
controlla il morso
e un urlo lacerato si sente:
"sfigato",  è  il solito ventriloquo.
ma tira fuori,sornione,un gatto le unghie.
 su croccanti forme si è arenato
e sillaba:"per colpa tua , le mie punte vibrano."
ma che fai ,critichi me?
ormai sono un lume spento,
senza piume.
vorrei come ricordo di vita,
un topo infingardo
per rifarmi

il coraggio sulla sua pelle. 

Il buco nell'uomo

La folla lo trovava allora strano
eppure attento geniale complesso
triste depresso. Di macigni si
gravava non gesso, lui che il mondo
piangeva percorreva consolava.
L'amava, chiamando seco, sentiva
della gente gli afrori sapori lai,
quelli perduti nella loro notte
chi l'aurora sperava quanto mai.
Con braccia grandi come orizzonti
occhi profondi da pigliare il mare
cuore d'amore come fornace
nel quale tutti voleva portare.
Un buco venne fatto nel costato
e la terra tutta s'è bagnata
ci prese la mano, poi l'ha lasciata
era compiuto il sacrificio sommo,
il mito rispettato..

P.S.
Sono graditi suggerimenti e critiche costruttive.

Per noi

Noi che di notte non dormiamo
sognando incanti fluorescenti
parole e visioni senza senso
scavalcando distanze sovrumane,
rimane ogni sillaba stampata
sul tappeto della primavera,
pelle di seta o d'elefante
ogni sera un incantesimo 
una favola d'infante,
sogni svegli, viaggi e fantasie,
occhi oltre il confine dell'orizzonte,
in fronte abbiamo un'etichetta
invisibile agli umani abitanti.
Da un ufo voglio farmi rapire
per capire da quale galassia veniamo,
siam caduti su questa terra
senza romperci le ossa
ma una mossa innavvertita
e la vita ci pensa per suo conto
presto ci mette in una fossa.
 

ogni cosa si posa

 vaneggia il pensiero
senza posa
che mai avrà da dirsi
di cosi importante,
consiglio d'amico vento ,dai ,riposa.
 

Vivi

Sorvola il destino
con le ali d'un ricordo
e vivi il tuo oggi

Lettera d'amore

Tu, amore mio che mi domandi sempre di parlarti del nostro futuro, oggi voglio scriverti cosa penso veramente dalla parte più profonda del mio cuore e perdonami se parlerò di presente e di passato costruendo metafore su metafore, confuse immagini nei tempi e similitudini allegoriche tra strofe e passi; righe in rima nei modi e scioglilingua poetici a cavallo tra poesia e prosa come fosse un gioco che mi riesce perché mi ci trovo sempre, quando scrivo a te, come un gatto sul tetto.
 Sai anche noi camminiamo sullo stesso bordo, al ciglio delle stesse tegole scosse, sempre mosse, legati da un’unica mano e sul foglio di questa carta che vola agli spesso imprevisti vortici dei tempi, sta scritta la poesia della mia vita con te. Ma troppo dentro questo soffio di vento stiamo, che a volte ne ho paura io stesso. E in questi pochi attimi di vita di questi prossimi infiniti anni con te, a volte immensi amori perduti e sogni infranti come fantasmi vagano e uniche sono le mobili parvenze che vagamente a volte compiamo. Strade di gesti che lastrichiamo d’inutili parole. Spesso perdiamo allora la storica memoria persino difficile a dimenticarsi dal tanto male di olocausti compiuti ed erigiamo approssimative scuse o ci accontentiamo di un suono mediatico e di una lacrima che scivola facile o del falso sorriso dello stupido al potere.
E per le occasioni uniche perdute? A volte, in questo caso un insulto sta a difenderci o un sussulto sta ad amare. Ma il tempo passa e grava presente nel sogno di un istante, nella paura di sempre nell’atavico rispetto per la Signora, solo perché prima o poi busserà alla nostra porta e non per altro.
Quindi per lasciare qualcosa: scriviamo, e come sempre io scrivo e ci domandiamo: dove andiamo? Perché dobbiamo? E senza una vera risposta ci sentiamo così come adesso siamo, una povera pietra che rotola; per non doverci pentire e al peso del cuore non riuscire mai e continuamente provare pur di non lasciare nulla di intentato; destinati poi, a non vedere legata alla precedente la nuova generazione, che resta eternamente legata a identici sogni: ma distrugge pur di ricominciare a costruire sulle macerie di chi ci ha lasciato, non prima di aver gettato irriverenti il sale sull’appena consegnato.
Figli contro i padri o lotte perdute così diabolicamente ripetute. E poi le nuove invenzioni:
bambini clonati, dna di animali estinti o dittatori riabilitati o peggio: perdonati.

S'arena in barena

con le striate vesti salate
  scrive a bocconi su grani umidi
 il racconto.
 le spossate  e arrugginite
 cime   giacciono.
al di qua l'onda ascolta.
 

L’anacoluto di dio

Che la luna si trasmuti
di suo o che un chiodo
di luce l'àncori allo sfondo

Cerca nel sito

Cerca per...

Sono con noi

Ci sono attualmente 0 utenti e 1566 visitatori collegati.