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blog di Hjeronimus

Annette

"Die Judenbuche", racconto, inchiesta, romanzo ecc. della Annette von Droste Hülshoff, appena terminato di leggere in tedesco.

Ne vale la pena?

Scorrono come istantanee su una pellicola e con l’illusione del movimento perfettamente mimetizzata – e sono i nostri giorni inutili, pur con tutto l’”effimero barocco&rdq

Squarci

Squarci. (2002)
 
 (Racconto pubblicato da Bocca Editori - Milano 2004)
 
Un uomo viaggia senza meta nell’intrigo asfaltato della city. Entra in un bar, esce dal bar. Sale su un autobus, scende dall’autobus. Si ferma all’edicola, prende un giornale, lo ripone in una ventiquattrore, si riavvia, guarda l’ora all’entrata della Metro, si ferma, getta un’occhiata in cielo: sta per piovere. Decide di scendere nella Metro e cerca un telefono. Telefona: - Allora? Ci vediamo? -, dall’altro capo, si capisce, qualcuno dice sì. – Dove scendo? Alla Stazione?

verde venexiano - Il delirio

Dedico quanto segue alla "nobile" adunata di intellettuali e pensatori che avrà luogo domani a Venezia, sotto le insegne dei "popoli padani" (mais que ce que c'est?) e di Asterix, Obelix e Calderolix.
 
IL DELIRIO
 
 
Un giorno il delirio se ne andava a spasso per Milano. L’aria sporca gli faceva rodere qualcosa sul muso, perciò digrignava i denti e allungava in qua e in là il collo onde inquadrare pelo e pelli morbidi abbastanza da affondarci dentro la sua grinfia zannuta con sanguinaria voluttà.

Tempeste

Vivere è stato una tempesta, come attraversare un vasto mare e venir continuamente risospinti da alti flutti rinculanti. Ma la vita spingeva verso l’altra riva, dall’altra parte, verso un “porto di belle navi”, come disse il poeta, ove attraccare il cuore ed il suo patos e lasciarli soli, lì, sulla rada a seccarsi al sole. E sarebbe stata una bella morte quella, un morire di abbronzatura, senza creme né cremazioni, accanto all’acqua infinita che ci avrebbe prima o poi reinghiottito.

Donatella

Questa storia è tutta vera fin nei dettagli, e voglio che resti qui a elogio di uno spirito divenuto sublime suo malgrado.
 
Oggi è il 4 gennaio, mercoledì. Ero in giro, dalle parti di Porta Torre, a Como. Così sono entrato in una delle diverse librerie che gravitano intorno alla piazza. Dentro, era accesa una radio.

L’uomo che non sapeva prendere

NB: Ragazzi, ve lo dico prima: quel che segue è quasi autobiografia pura. Il mio cuore è messo a nudo: non infierite.
  

 

“Prendimi!”, disse lei. Sentii il suo bel corpo fremere e agitarsi sotto di me. Eravamo soli in casa, distesi sul mio letto, posto accanto a quello di mio fratello, nella nostra angusta cameretta, munita solo di una specie di oblò che dava su un cortile affogato nel quadrato delle quattro pareti del grattacielo, sporco e senz’aria - che non valeva neanche la pena di aprirlo, quel finestrino, col rischio di incamerare polvere invece che ossigeno. Leggi tutto »

Traviata today

Viola cantava sempre una canzonetta di qualche anno addietro, che recitava così:
 
A chi la dò stasera... la mia felicità.
Figuratevi un po’ a che tipo di “consumatori” poteva mai indirizzarsi questa... felicità. La cantava in un Night, quasi ogni sera, e quasi ogni sera usciva di lì con qualcuno, per dargliela, la felicità. Certo, non è proprio il caso di mettersi a fare i puritani.

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