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blog di abcorda

farfalla

batteva le ali al ritmo della mia gamba impaziente, 
vibrava al di sopra della paura del sempre.
imprigionata per le ali guardava il suo cielo ,

oggi no ...

non piango per te…
e nemmeno per quel filo di speranza che si è perso.
non piango per nessuno
e, lascio che sia il vento
ad asciugare le lacrime che non rispondono,
i singhiozzi che mi confondono.
 
non credo per te,
né per la voglia che mi manca.

tintinnano ...

 
Oggi non ti scriverò poesie,
 
non farò scorrere un pezzo di me
tra i tasti tintinnani di questa poco romantica tastiera.
 
non sentirai la pausa sorda dei passi e dei silenzi,

tra le dita ...

Cerco il tuo profumo
tra l'aria mossa di maestrale
e, tra il caldo della gente
 
ti ritrovo tra le dita.
 
Vibro la tua voce
tra le corde dei ricordi,
e,l'alito speziato di vita
 
dentro me,

a [volte]

Sai, a volte riesco a vedere oltre la nebbia che copre il cielo verso ovest,
oltre i vapori della terra condensati in pozze di illusioni,

e, con piedi palmati di speranza, volo sopra le acque ...

cammino tra le aree scure dei pensieri ricorrenti a ritrovare il bagliore in una scintilla persa.

Notti ...

legato stretto agli stessi spazi  cui appartieni
sono schiavo del raggio che accende i tuoi occhi
e va a morire nell'incavo

Ammentos - [ricordi]

Il piccolo cortile, da sempre, era il regno di Nonna. Delimitato da mura molto alte, impastate di terra e di sudore, restava indenne agli anni di sole, al vigore trascinante delle piogge autunnali, contenuto dalla forza della terra.
 
Forzando sui pedali della mia pesante bicicletta, risalii la lunga salita, sino alla cima di quella collina rigata d’ocra che lo ospitava. Da lì, potevo vedere buona parte del paese. Entrai rimuovendo il moderno lucchetto che, offriva un contrasto strano, su quella porta di castagno più antica della memoria.

Madrid...

Madrid piangeva lacrime di fango quella sera, le imbrattava d’asfalto lasciandole cadere pesanti sulle cicatrici di quella dissestata strada di periferia.
 
Lei

polpa

rigo di bianco
al sole d'agosto
la mia corteccia di fico corvino.

L'Uccellino

 
Tardi. Come il sole a Pulei. Anche i cani lungo i viali ghiacciati dal tempo cominciavano ad abbaiare dopo le undici.

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