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Fermo

Fermo al sole delle lucertole
intorno la folla scorre
incroci casuali di vite
chiuse in se stesse indaffarate:
chi consulta rapido l'ore
chi curvo con borse di spese
chi a mano tesa che chiede.
Strana sensazione da provare:
invisibile alla gente guardare.

sale

mai più stupida così !!

vedo nero stasera
come se un sacco
pieno di cenere
si fosse riversato
nella mia anima
credevo fosse
un manto caldo d’amore
quello che mi avvolgeva
ma mi ritrovo
sporca e imbrattata
rifuggo
 la gelosia
 l’invidia
la falsità
ne sono stata prigioniera
scambiandola per
sincerità
affetto
 gioia.
adesso
 mi sciacquo dalla polvere
con le mie stesse lacrime
mi purificheranno
e tornerò a brillare
 
Mai più stupida così!!!

Viaggio dentro te

Cammino in punta di piedi
per non invadere, per non lasciare impronte..
mi addentro lentamente, guardandomi intorno…
D’improvviso un profumo mi rapisce…
è fresco, fragrante...ha l’aroma della giovinezza…
mi inebria dolcemente…
resto un istante stordita, socchiudo gli occhi,
poi prendo a inseguirlo.
Affretto il passo,
pulsa incalzante il desiderio di guardare oltre…
il battito del cuore, ormai alla gola,
attanaglia il petto e le tempie…
sto per correre
ma di colpo mi fermo…si apre lo spettacolo…
un incontaminato candore
contornato da ineguagliabili sfumature
d’una straordinaria armonia…
d’una indicibile bellezza.
Ormai sospendo il fiato,
resto immobile, estasiata
inorgoglita dalla generosa offerta…
colmo gli occhi…il cuore…
e sorrido.

Tenerezza selvaggia

 

Tenerezza selvaggia
sconfina in radure d’oblio
a devoto abbandono
a riempirti di me
con lampo d’ebbrezza
ferite leccate d’ascolto
assalto al vuoto tormento
ti spacco e discerpo
a tua gaiezza votato
di estasi e magma pagano
e aumento…
di studi d’amore annusarti
intime cure tradotte
in lingua d’angeli
con diavolo in corpo
gialla furia di spighe
a distesa, tremanti
invasate da un vento.

 

 

Statistiche sulla notte

Statistiche sulla notte
 
Correvano, rubavano
stelle brillanti sotto cauzione
spacciavano, bevevano
stupravano, organizzavano assalti
parties, ballavano
ad un fiume secco
 
l'acqua tutta imbottigliata
 
qualcuno disse: facciamo un'orgia
ma le portiere delle auto serrate
per ruggine
Che cazzi sti drive-in!
 
 
 

i lati dell’Amore - (duetto in mi maggiore – agitato)


 
fork, 1990 - antony luzi
i lati dell’Amore - (duetto in mi maggiore – agitato)
 
sarà morire di dolce sonno piano piano
negli angoli bui degli stretti corridoi
del tempo che brucia di occhi stanchi
di un tempo fatto a deserto di paura
nelle gocce di un miele troppo amaro
che sgorga dalle ferite del mio sole
nei termini della chimica delle stagioni
perché ti amo senza saperti amare
di un amore che mi squarcia le carni
violando attraverso i sogni ogni difesa
mentre poso le dita sulle tue magie
con il virtuosismo del vorticoso pianista
consolandomi della fine di tutti i mondi
sarà morire di disprezzo piano piano
appesi ai soffitti di un’eterna sofferenza
con le corde ben tese a ciglia di ragno
nelle lame che confinano con il cuore
colorando palpiti dei rivoli del sangue
nei vortici dove perdersi nei segreti
della curiosità d’incandescenze terrene
perché ti amo nel dolore di conoscere
di un amore che mi annuncia il buio
nel volo dei pipistrelli dove mi racconto
provando ad aprire tutte le serrature
al centro naturale del pensiero libero
di una musica che sconvolge la poesia
sarà morire di solitudine piano piano
concreti nelle dimostrazioni d’affetto
semplicemente come pietre da scagliare
folgori nude che feriscono mortalmente
nei sapori finali delle ambigue reliquie
raccolte nei secoli di ottima formazione
confusi o nascosti tra pieghe di coscienza
perché ti amo consapevole di ferirti
di un amore che diventa arma infallibile
nelle profonde caverne della desolazione
di queste mie ombre che spezzano le catene
ma che pure mi imprigionano di menzogne
sulle pietre dei gradini delle nostre cattedrali
sarà morire di misteri e scomodità piano piano
svegliandoci sudati nel cuore di ogni notte
dell’incertezza assoluta dell’avventura dei sogni
dove quando vincevamo vocazioni alla passione
noi unici a saper ritmare le coincidenze di vita
alla deriva di un viaggio che non sa aver inizio
ogni volta conosce la prepotenza di concludere
perché ti amo di danza frenetica sconveniente
di un amore senza più termini di paragone
nelle passioni dei milioni d’istanti che fuggono
perché gli istanti sono del tempo la sola verità
noi due che non siamo mai stati soltanto noi due
nel sacrificio infantile di una strada senza arrivo
sarà morire di incrostazioni di memoria piano piano
ascoltandoci nel vivo dei tremori e dei sentimenti
tu confusa tra i rami delle tenerezze e delle gioie
io nell’ospitalità del linguaggio di ghiaccio notturno
mentre apriamo i festeggiamenti d’esistenze avverse
nei fremiti severi delle uniche nostre città d’anima
dove ancora ci cerchiamo attraverso mani e bocche
perché ti amo semplicemente d’affanni piano piano
di un amore che si annoda di confronti e cattiverie
costruito come la torre delle sfide e dei duelli
affondando nei rumori più assordanti e nei silenzi
nella prospettiva dell’errore del giorno della creazione
dove l’ amore trova il coraggio di farsi concretezza

Di sicuro

Di sicuro già lo sai
ti amo come non ho amato mai
 
Di sicuro te l’ho già detto
il mio sogno sei tu ed io
sotto lo stesso tetto
 
Di sicuro ogni mia poesia
è solo per te
che hai rubato cuore ed anima mia!

Il piatto della Dea © Greta Rossogeranio

Les Folies de... © RossogeranioG

 

clicca l'immagine

la caduta

 

o ancor più nero le forbici sul fondo
bucano godimenti  estorti ai fianchi, ruderi
cinque sensi o due rovesci noi, dialoghi
tra le cosce e le mie case  vuote

con la signorina degli affitti ch'è tutta un detto fatto
l’applicazione d'una curva in bocca

da un vetro spareggiato nell’andare torna
l’ululato di angeli che s’accoppiano, s’usano
e gettano, come da un tacco a spillo

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