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Poesia

Tavolozza

in tutti i toni del verde
si spande l'erba sulle colline
per segnare i borri si fa scura
più pastello al sommo
incipriano le gote dei dossi
ai limitar dei campi
piumini di biancospino che
lasciando volare minuti petali
annuncia prossimi frutti
asprissimi blu-turchino
invade la pratolina fitta
i margini delle strade, rubando
spazio al giallo del tarassaco
e nei tratti ombreggiati umidi
di viola e pervinca occhieggiano violette
cremisi son fiori di susino
rosa di albicocco e pesco
candido virginale quelli del melo
sotto tutto questo azzurro
ch'è nel cielo.

Profondo blu

Il blu profondo
La lunga scia bianca
Il cuore freme
Bianche spiagge sperano
tuoi baci sul collo
 
 

Polvere

D’impalpabile polvere,
cipria di pensieri
brulicante di pagliuzze d’oro
gli occhi.
Sulle ciglia socchiuse
dondolano il rosa del sonno
e l’azzurro del risveglio.
Danzano gli argenti
nei capelli.
Di purpurei sospiri
si tinge la tua bocca,
mentre di verde acceso,
la speme, t’accarezza
scherzando giocosa
coi tuoi deliziosi sorrisi.


Giallo

 guarda quel giallo
             che s'intravede pallido
nello scuro degli occhi
 
             come se ombre di sole
stessero precipitando
profondamente - dentro.
 
 
(scritta per Fausto)
 

Oltre i colori

Mi pare un rosso d'amore
ora che dal davanti degli occhi
cammino l'emozione azzurra,
gli artigli veloci di un sospiro chiaro,
bianco.
Sono colei che ama in segreto
il viola e la sua rotta,
quelle scale di brividi
che appartengono al verde del tuo
essere destino in me.
Mi fingo più rosa
del mio stesso portico,
più rosa
di un bacio allungato
per qualcosa nell'anima
che va oltre i colori del mare.
 
 
 

Colori pastello

Ho voglia anch’io di primavera
a colori pastello
di caldo e cieli sereni
acquerelli di rondini alte
e voli di farfalle
su verdi prati di viole e trifogli
l’azzurro è già qui
dietro le nubi e la pioggia
spunta l’arcobaleno
anche dentro di me...

Una Storia da Raccontare

 di storie di draghi e cavalieri se n'è già parlato fin troppo, le storie di principesse e viscide rane non ci interessano più e quelle di mostri e orchi sono ormai passate, la storia che vi voglio raccontare oggi è diversa dalle solite, la storia che vi voglio raccontare è una storia vera, un evento realmente accaduto. 
 
oh che sciocco dimenticavo di presentarmi, sono Lucius il girino della cornea, esisto da sempre e sempre ci sarò.
Dunque, la storia che vado a narrare parla di me logicamente e di una ragazza, non una solita ragazza vivace, ma di un ragazza cupa e introspettiva che si chiama Zoe.
 
Zoe aveva pochi amici, forse perché non li voleva forse perché non la volevano ma questo poco ci importa. Gli occhi di Zoe erano sempre socchiusi e persi nel vuoto di un blu così profondo da poterci affogare, passeggiando nelle sue lacrime che restavano ben incollate al bulbo non sapevo come farmi notare, mi dispiaceva vederla sempre così spenta così decisi di fare qualcosa. Ebbene si, io piccolo insignificante quasi invisibile un ombra di un ombra mai notata posso fare molte cose, forse voi non mi noterete ma io vi osservo sempre. 
 
Stanco di non essere mai notato decisi che era tempo di reagire. Bussai sulla pupilla sperando che lei si accorgesse di me, non fu così quindi mi portai nel centro ed entrai nella pupilla, un nero così scuro non pensavo esistesse, fui rapito dal sublime e il terrore riempiva il mio piccolo corpo. Guardai dentro di lei e vidi un bombardamento prismatico tendente al grigio che teneva in ostaggio una moltitudine di colori ben separati. 
 

la festa che vorrei

La festa che vorrei
non ha giorno sul calendario
né mese
né tempo
né spazio 
la sua musica la suona il vento
che muove passi di danza
su nuvole bianche 
di mille angioletti bambini
è una festa di non compleanno
senza torta 
senza candele 
senza spumante
ma in dono
mille palloncini colorati
da far scoppiare uno ad uno
per liberare sorrisi
baci 
carezze 
e tutte quelle parole 
che sono andate perse 
tra paure e tormenti
soffocate in un grido 
che strozza l’anima 
per sempre.
 
Chissà se Dio 
darà mai 
la festa che vorrei.

 

 (1a classificata concorso poetico "VersEGGIando " Spoleto2010)

Fiore&tina

Se c’è un fiore, che mi galoppa al vento, a pelle
che si stacca, balza da un lato all’altro
ha nelle pupille i fuochi, le mura dall’esterno
gli olii, tutte le diavolerie
e non conosce la paura
che dorme col suo arco
al sole, al ghiaccio
la punta più immediata dell’impugnatura
non gli importa, del colore della terra
avanza, affonda, valica
terre bruciate, verdi profondi
che si ferma
ad ascoltare i sibili, ci parla
beh, quel fiore, se ancora vive
ha il colore
d'una fiore&tina

Ancora un giorno.

 
Anime in pena costrette al silenzio
così ora siamo distanti, lontani.
 
Ma un solo tramonto, un sol gemito
un solo respiro ciò che unisce nel pianto.
 
Non è ancora buio nell'anima inquieta
nel cuore il domani che l'alba rischiara.
 
Ancora un giorno, si ancora uno
e poi ancora amore gioia e passione.
 
E poi ancora noi così, per sempre.
 
Atlantis.
 

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