Scritto da © Giuseppina Iannello - Sab, 09/01/2016 - 12:13
Ero figlio di un mercante,
ma provetto sognator....
Nel bauletto avevo un sogno:
diventare appaltator.
Ero stanco di remar; mi
appostavo ad un bastion,
quando vidi due occhi chiari,
tempestivi come il mar:
“Ho perduto il mio fermaglio... o
s'il vous plaît, pardon, Signor,
se mi aiuti a ritrovarlo,
forse un bacio, ti darò.”
Lo vedevo a fior dell'onda,
diventar spuma nel blu, ma pei suoi
capelli biondi, lo raccolsi e glielo die'
“Grazie, grazie,
Non ricordi?”
La sua voce si attenuò;
dispariva in mezzo all'onda
la barchetta dell'amor.
Seconda parte
Fiori bianchi, fior di pesco,
ti ricordo mio tesor.
Non potevo dirti quanto
ti pensò l'appaltator.
Tu venivi come un sogno,
le movenze di una fata,
mi dicevi t'amo tanto;
non ti lascerò mai più.
Mi ricordo di una sera,
mesta all'ombra del camino,
mi dicevi “C'è un giardino
dove anelo ritornar.
Ti ricordo Clarabella,
con quegli occhi azzurro mare,
il cappello a larghe falde
per la mia felicità.
*Canzoncina trasmessa dal mio bisavolo Giovanni Iannello.*
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