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Deglutendo viscere

Ha un che di ferale il pasto
la bestia lo consuma sul campo
con ingorda bramosia:
la senti uggiolante che strazia
che strappa, mastica, oscena deglutendo viscere.
Madri di stessa lingua li hanno partoriti
gemelli un tempo fratelli
crescendoli a latte e vodka.
Ora è la bestia a farne cibo
dopo che, l'uno contro l'altro messi
si sono cavati gli occhi.

ritratto di Virgo
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Caro Wooden, purtroppo il nostro intelletto, per quanto potenziale possa avere, non è che una piccola, infinitesimale parte, di un qualcosa di immenso, misterioso e imponderabile che non siamo in grado di concepire e comprendere nemmeno lontanamente. Non siamo in grado nemmeno di gestire il prezioso dono dell'intelligenza che ci è stato dato, da chiunque esso sia.
Sembra che tutto quello che potrebbe essere bello e fruttuoso, l'uomo non possa fare a meno di distruggerlo in qualche modo. Ciò che però, alla fine, ci ha sempre salvato e spero ci salverà ancora, sono quei germogli di umanità davvero"umana" nella sua accezione positiva, che ci riportano in una dimensione più naturale e affine a quello che dovrebbe essere il nostro vivere.
 

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Quel che siamo adesso non è certo ciò che saremo domani, mia cara virgo: siamo in perenne divenire. Tutto a questo mondo è in perenne divenire. Noi non siamo altro che parte infima di questo immenso processo che ci vuole non soltanto coinvolti,  bensì anche in qualità di"fondanti". Ovvero individui che distruggono come fuoco ma che col fuoco costruiscono pure. Un giorno chissà,  magari potremmo scoprire che siamo soltanto  degli esseri intermedi, degli apripista, per altri che, crescendo,  diffonderanno la vita per l'universo. 
Grazie più che mai di cuore.
 

ritratto di Virgo
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L'atrocità della guerra è l'odio fratricida, prima ancora della morte e della distruzione. Secoli di barbarie non sono serviti, l'uomo nella sua misera esistenza, non ha imparato a sopprimere i lati più oscuri dell'anima e l'intelletto non lo ha reso diverso dalle belve sanguinarie. Ci guardiamo intorno e vediamo solo le macerie di quello che potevamo essere...
 

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MI fai venire in mente che, in questi giorni, è stata pubblicata una foto che ritrae una profondità, nello spazio, di più di 13 miliardi di anni luce. Ovvero abbiamo delle immagini che hanno impiegato 13 miliardi di anni luce per arrivare a noi. Le nostre vite cosa sono al confronto? Forse abbiamo cominciato il nostro cammino di esseri umani da qualche decina di migliaia di anni. Abbiamo maturato in questo tempo passioni e sentimenti pari almeno a quei 13 miliardi di anni luce: saremo in grado di andare oltre? E, davvero, di superare la nostra natura ambigua, perversa, sospesa tra animalita e umanesimo? 
A vedere quel che accade oggi non si direbbe. Ma chissà, è anche vero che ci sono cose che non muoiono e che, pure nel buio, continuano a germogliare, arrivando  sbocciare quando meno ce lo si sarebbe aspettato.
Grazie di cuore e perdona il ritardo: anch'io arrivo da lontano.
 

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