Scritto da © Nievdinessuno - Gio, 23/01/2014 - 12:53
Al tetto
un dipinto di muffa
si scambia per l’affresco perfetto
di una chiesa appena sconsacrata
dal quale
un brandello pende come tela
per toccarsi con il muso
del cane
già libero di credersi padrone
del mio destino.
Il letto
una piazza per il vagabondaggio
delle striature sul lenzuolo,
il mobile è a destra
al tatto quasi smagrito
per la polvere
e accanto le pale di una croce
piegate come un paio dita
che si contendono il pugno.
Quando per il vento
la porta batteva
a schiocchi
coi metraggi di legno,
l’ombra la inseguiva
dileguandosi tra le fessure
del pavimento
come un riflesso di apparenza
su i piccoli gesti
ed il caffè rovesciato sul molo
al mattino.
Dove per un attimo
al lago,
la saturazione del riflesso sull’acqua
era l’affondo della sera
calata sul mio mento
per le fatalità restanti
tra le mura e i ricordi
di quella casa
arbitrariamente…/vuota.
Al tetto
un dipinto di muffa
si scambia per l’affresco perfetto
di una chiesa appena sconsacrata
dal quale
un brandello pende come tela
per toccarsi con il muso
del cane
già libero di credersi padrone
del mio destino.
Il letto
una piazza per il vagabondaggio
delle striature sul lenzuolo,
il mobile è a destra
al tatto quasi smagrito
per la polvere
e accanto le pale di una croce
piegate come un paio dita
che si contendono il pugno.
Quando per il vento
la porta batteva
a schiocchi
coi metraggi di legno,
l’ombra la inseguiva
dileguandosi tra le fessure
del pavimento
come un riflesso di apparenza
su i piccoli gesti
ed il caffè rovesciato sul molo
al mattino.
Dove per un attimo
al lago,
la saturazione del riflesso sull’acqua
era l’affondo della sera
calata sul mio mento
per le fatalità restanti
tra le mura e i ricordi
di quella casa
arbitrariamente…/vuota.
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