L'ultimo schiaffo | Poesia | Giuseppina Iannello | Rosso Venexiano -Sito e blog per scrivere e pubblicare online poesie, racconti / condividere foto e grafica

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L'ultimo schiaffo

Ti interpellai nel nome di un ricordo
e di una data, non ricordo quando...
Mi rividi, tra i banchi, ali di corvo,
travolti dalla stessa gioventù
 
 
La scuola era finita....
Nel giorno del congedo, quell'aria
effervescente, mi spauriva.
 
Ma i professori, erano felici.....
fidenti nell'auspicio di
rincontrarci.
 
Mi avvicinai a quell'ultimo,
cui tremava la mano....
Egli mi scorse subito;
mi chiese: “Dove andrai?...”
 
E gli tremò una lacrima
 
Di tempo ne è trascorso.....
la vita ci travolge,
ma il cuore non si arrende
e Ti ho rivisto:
Ci siam venuti incontro,
e, stretti in un abbraccio,
mi hai detto: “picciridda....”
Come sono felice …...
 
E di', pure a quell'altra
che sapeva capire....
che il Professore vuole...
 
La voce si perdeva.....
rivolta pure ad altri.....
“Facciamoli incontrare
i miei ragazzi.”
 
Dice un proverbio: “Solo chi si arrende,
non è capace di nutrir gli affetti...”
 
Compagna d'altri tempi, ti cercai.
 
La tua risposta
La tua risposta fu come quel fuoco
che ottenebra la mente:
“Se dal cielo mi cerca un Professore,
sono una Santa.
 
 
Ci salutammo in un arrivederci....
implicito il sentirci
 
Piombò il silenzio.
 
Finché, ancora io,
mi risolvevo a contattarla,
conscia dello schiaffo; ( ne avevo avuti altri
e glielo dissi).
 
Mi rispondeva:
“Ci sentiremo......
Quanto a risentirci.....
 
Non sei una Santa, per
parlar coi morti....
 
Restando in piedi,
porgo l'altra guancia.
“Domando scusa.”

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