Scritto da © Giuseppina Iannello - Lun, 08/10/2018 - 13:49
Dai sogni infranti
senza una ragione,
rifulse il pianto
di un dolore antico.
Da quell'ultima estate
che ci vide
volte al tramonto,
sulla riva amena,
un pensiero riporta
alle ferite
che tu celasti a me,
lungo il cammino.
Madre,
là, sulla costa, noi
restando sole,
il dì scrutammo,
mano, nella mano
e auscultammo il silenzio:
vermiglie luci,
mistica poesia,
mare...
Ricordi...
La malinconia...
Udivo nella voce
tristi, vibranti note
e poi, un singulto greve
che giunse
fino al cielo.
S'apprestava la sera
ed al mio cuore,
così parlasti,
madre:
“Figlia, dai tuoi vent'anni, non colsi
alcuna gioia;
tralascia i sogni infranti;
c'è una ragione in più.”
Discese nel mio cuore
un tremito infinito:
“Mamma, se voi piangete,
vivere, non potrò.”
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