Scritto da © Franco Pucci - Mar, 01/11/2011 - 15:46
Escono alle cinque quando le ombre si allungano sul corso
l’antico acciottolato sopporta in silenzio il continuo logorio.
Anime irrequiete che si sfiorano annusandosi come randagi
sgranano insulse parole come rosari rimandati a memoria,
con falsa meraviglia motteggiano sorpresi l’incontro fortuito
e sorrisi inebetiti nascondono ataviche asociali indifferenze.
Mentre l’opportunità bara al tavolo della comune convivenza
echi di noia provinciale bruciano narici come zaffate sulfuree
e ammantano le anime discinte imbellettandole orridamente.
Lo spettacolo rutilante di falso perbenismo continua alla sera
calze a rete, guepiere licenziose divinano rotondità eccessive
nessuna vergogna è ammessa nell’eterno gioco dell’apparire.
Anime in mutande di lana caprina che celano virtù indecenti.
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