Vivere il sogno, non sognar la vita. Già quando la bruma lanuginosa dell’aurora lenta si lacera in brandelli (però ha avvolto l’anima pulita), bacche di trasparente vischio piangono profumata pania ingannatrice. Così nasce e cresce e ti cattura la noia compagna del rimpianto, una speranza che il tempo sa spengere paziente rotolando. Vivere il sogno non sognar la vita. Poi il dolore passa disegnando panorami irreali, linee astratte, indefinibili scabri crepacci, luccicanti escrescenze saline. Vivere il sogno non sognar la vita. Dai picchi rocciosi inaspettato ogni tanto riappare e tu trasali, ingoi il pianto, riprendi comunque il cammino, perché di meglio non sai fare. Allora va lontano fino a restare per un po’ all'orizzonte un puntino di luce incandescente. Vivere il sogno non sognar la vita. Intanto solida, morbida, acerba e fruttata, la pelle del giorno passato che ti consolava per oggi è diventata una desolazione e per domani in notti livide Vivere il sogno non sognar la vita. Persino il vento infine si è calmato, le ultime folate spente, sospiri disperati e l’antichissima eterna risonanza delle onde, noncurante cieca va, inarrestabile, alla luna.
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