Scritto da © poetella - Gio, 30/09/2010 - 20:27
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Troppo pochi, mi pare, stamattina
a guardare questo cielo. Che schiara.
(io non posso non)
Frettolosi, vanno
intrappolati in lunghe file di obblighi.
Andare, fare, tornare. Dire, non dire.
Silenziosi, offuscati,
facce avanti (tutti uguali?),
al massimo impercettibile rotazione,
veloce. Un attimo. Parlando breve.
Chi fumando (evade, fuori dal finestrino, aria grigia e sonno),
chi ondeggiando a molla su un ritmo insensato.
Che non so.
Cammino.
E sopra questo cielo.
(non posso dire sia un desiderio quello che mi prende)
Guardo, guardo l’azzurro. L’Azzurro.
Lo sento con le labbra, con la pelle. Camminando.
E quel bordo traslucido attorno alle nubi.
Una tenerezza nuova.
I miei pensieri contornati di riflesso.
È tutto uno slargarsi di respiro (ma deve esserci qualcosa
ch’era già mio nella vastità),
tutto un vaporare
questo mio guardare/sentire,
tutto un dissolversi d’ombre.
Chi non ne ha. Da sperdere?
No. Non posso dire sia un desiderio.
Piuttosto un senso d’incorporea presenza.
Che poi, forse, domani.
Sì, forse. O forse no.
…
…
…
(by poetella)
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