"Mattiniera come tutte le ragazze di provincia, ella si levò di buon'ora, recitò la sua preghiera e prese a vestirsi, cosa che cominciava ad avere importanza per lei. Si pettinò i capelli castani, ne avvolse le grosse trecce al di sopra della nuca con minutissima cura, cercando che nessun capello sfuggisse dalla massa, e diede risalto in tal modo al timido candore del viso con una giusta armonia fra la semplicità degli accessorii e la purezza delle linee. Mentre si lavava più volte le mani nell'acqua fresca che le induriva la pelle arrossendola, si guardò le belle braccia rotonde, volle cercare la causa per cui il cugino aveva le mani così morbide e bianche, le unghie tanto bene affilate. Si mise calze nuove, le scarpe più eleganti e, pungendola per la prima volta il desiderio di comparir graziosa, comprese d'un tratto quanta gioia possa aspettarsi da un abito ben fatto, che renda attraente. Terminata la toletta, udì suonare l'orologio della parrocchia, e si stupì di sentir suonare soltanto le sette. Per timore di non avere il tempo necessario per vestirsi bene, s'era levata troppo presto, ma, ignorando l'arte di accomodare dieci volte un ricciolo e di studiarne l'effetto, Eugénie incrociò semplicemente le braccia, sedette alla finestra, e si mise a contemplare il cortile, il giardino stretto e le alte terrazze che lo dominavano; una triste veduta nell'insieme, ma non priva delle misteriose bellezze proprie dei luoghi solitari o della natura incolta."
Da “Eugénie Grandet", traduzione di Grazia Deledda.
Eugénie, figlia di Grandet, un ricco borghese della provincia francese, avaro ed affarista, è una ragazza agli inizi del suo amore per il cugino Charles, che si rivelerà purtroppo interessato e senza scrupoli. Presa da questo sentimento che nel romanzo - il primo grande libro di Balzac (1833) ch’egli pubblica a trentaquattro anni - sarà al centro dell’intera vicenda e destinato ad appassire in una vana attesa. Eugénie viene inizialmente descritta nei primi lievi pensieri d’innamorata, desiderando ingenuamente di apparire bella per il giovane (“pungendola per la prima volta il desiderio di comparir graziosa”). Tutto in Eugénie è in contrasto con la bassa personalità del padre e queste pagine aprono subito a tale divario che fa da sfondo alla storia. La traduzione dal Francese della Deledda è accuratissima ed esemplare, ritenuta filologicamente d’altissimo livello.