Scritto da © poetella - Ven, 26/11/2010 - 16:00
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Grigiore. Umidore smorto.
Cammino in bianco e nero. Fradicia.
Cielo d’alluminio. Accartocciato.
Cupo e ostile. Un maestro severo.
Un bambino a occhi bassi.
Poi, in un attimo. Un attimo, uno strappo azzurro.
Schiocca il sole. Oh!
(guarda, per un istante dimentico di pensarti! Dimmi te)
Che stupore s’accende!
- Siamo così pronti alla Bellezza -
Rimbalza di goccia in goccia
e brilla e freme, nei fari ancora accesi (le luci giallastre)
sui cofani lucidi che sfrecciano via.
Strappi gocciolanti i cartelloni che bevono raggi.
Tra la memoria. E sono gialle, rosse. Nere. Memorie misteriose.
Parole spezzate. Parole mai dette.
Pensieri non nati. Spruzzati di luce.
E gocce, gocce. E gocce. (guarda che saba! Anime di cristallo)
Piove oro. Piove meraviglia.
C’è aria di rivelazione.
Siamo fuori dalla storia. Oltre. Lontano.
Qui si ricomincia.
Si può toccare la conoscenza. Incedere solenni. Adesso.
Valicare il muro. È possibile.
Sai che ti dico? Da qualche parte, forse,
sta nascendo di nuovo Venus Verticordia.
Colei che apre i cuori.
...
...
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(by poetella)
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