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Il messaggio

La vita è un viaggio di sola andata, percorsa su oscure strade a senso unico. Non ti puoi fermare, ne tornare indietro. Non ci sono segnalazioni e non puoi chiederle a nessuno. Gli incroci non mancano e non mancheranno, ma anche loro purtroppo sono sempre privi di indicazioni sensate. All’inizio sbagliamo spesso, ma col tempo e l’esperienza si impara a riconoscere e percorrere le migliori vie possibili, anche nella nebbia più fitta. Per essere onesti, sarebbe meglio dire che alcuni imparano… altri no.
 
Il giorno dopo Victor si svegliò d’improvviso, l’ora era tarda. Entrò in cucina e li tentò di impossessarsi del tempo perduto. Grattugiò una tavoletta di cioccolata e la mise in una pentola con un doppio fondo immerso nell’acqua. Vi unì una noce di burro e mischiando lentamente ma con forza attese che fondessero nel contempo. Fece così tostare delle nocciole in un forno a resistenza.  Preparò poi in una ciotola una crema con uova e zucchero e al termine amalgamò tutti gli ingredienti. Mise in forno lo scuro melmoso composto e disse perentorio a Moby “Mi raccomando 25 minuti, 30 al massimo… ci vediamo più tardi”
Victor si vestì con la solita tuta nera in sintetico tecnologico, si mise un filo di eyeliner e il tutore al braccio destro, poi uscì di casa per raggiungere il sotterraneo. Entrò nella stanza segreta e si sedette in postazione. Tiro fuori dalla tasca il biglietto digitale, che gli aveva lasciato l’innominato, con sopra scritte le indicazioni del programma da cercare dentro Noa. Accese il computer e attese qualche secondo il download del sistema operativo e della macchina virtuale, dove era installato il kernel.  Le dita si muovevano veloci sulla tastiera tridimensionale e il flusso di comandi era continuo. Aprì la chat, creò il gruppo con gli utenti Any1 e Any2 per riceve e inviare i messaggi con gli altri amministratori.
“Salve ragazzi. Oggi  accendiamo Noa. Vediamo che succede”
Ci volle più di un’ora per ripristinare tutti i link di interconessione con Spacenet. Alla fine mise il visore per il puntatore ottico e così aprì una console operativa. Victor era pronto per trovare il misterioso programma.
>Interface 2037 ready for inquiry
All’interno cominciò digitando sulla tastiera ottica un desueto comando per la ricerca.
>grep -r -l -v “Metadrome” \home.
“Be insomma da qualche parte bisogna iniziare...” Disse fra se e se e così continuò per tutto il giorno. Victor visitò prima tutte le boards locali con i relativi sottoarchivi. Purtroppo l’indicizzazione doveva essere fatta a mano e ci mise un po’ prima di finirle tutte. Poi nel primo pomeriggio scandì tutti i post pubblici inviati da una settimana a questa parte. Ma dopo un paio di ore, ebbe come la percezione che stava cercando il programma, nel modo sbagliato. Forse doveva intercettare prima tutti gli allegati all’interno del sistema Noa. Così cambiò strategia e modificò i parametri. Passò ancora un po’ di tempo ma non trovò niente che potesse essere il programma, voluto dall’innominato, o anche parte di esso. C’era in giro qualche orfano chunk binario, ma nessuno aveva le caratteristiche che gli servivano. Si fece buio e Victor incominciò a sentire la stanchezza. Prima di spegnere tutto, aprì la chat per vedere se gli amministratori gli avevano lasciato qualche messaggio. Non vi trovò nulla, tranne un unico e strano post anonimo. Stava per cancellarlo, ma notò che dentro c’era un allegato in formato testo. La curiosità prese il sopravvento e dopo essersi accertato che era un allegato sicuro, lo aprì. Al suo interno c’era un’unica riga di testo con due numeri
“41.860388, -87.612587”
Non erano indentati e nonostante la stanchezza fece ulteriori verifiche per vedere se c’erano delle improbabili chiavi nascoste all’interno del file. Stampò il messaggio e prese il foglio di carta leggendo i numeri e cercandovi improbabili riferimenti.
“41 86 uno quasi il doppio dell’altro… e poi quell 87 dall’altra parte.” Così ricercava fra le cifre, casuali simmetrie logiche. Riprese una nuova serie di ricerche incrociate all’interno del sistema e continuò sino a notte fonda. Ad un certo punto uno dei risultati gli fece capire il senso di quei numeri.

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