Scritto da © MG - Dom, 08/08/2021 - 14:23
Alla memoria di mia madre
Angelo dolce
profumato d’incanto,
dipanavi le mie vicende
nel transitare farfugliando
su questa terra ora azzurra,
ora che sogno di lambire
le sue trecce frumento che scattano
ogni aurora nella brezza marina.
Tu che mi conducevi per mano
tra i fili d’erba dei prati
a rotolare nell’erba insieme ad un pallone
mentre le sue braccia di quercia
erano monito, albero dalla cascata di foglie.
Tu che hai divelto le stigmate degli anni
con un uncino d’avorio
rendendo più terso il cielo
una volta procelloso,
mantenendo l’occhio diamantato del giudizio.
Ora che s’è spento il tuo umano cammino
sempre serberò tra i ricordi
il profumo della tua testa
canuta e stanca che si dondola con fiducia
avvolta nel tepore del mio abbraccio
e la luce del tuo volto
che, in una memoria di bambino,
conservo ancora vergine di rughe.
Luglio 2019
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