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Il mito e il simbolo

IL MITO E IL SIMBOLO di   Danila Corlando

 

 

Anno Accademico 2010-2011

 

La parola “mito” è greca e significa storia, leggenda, discorso; si tratta di un termine filosofico e religioso con cui si indica l’enunciazione in forma non razionale ma fantastica di verità morali, storiche e sociali.

Così la usa Omero che nelle figure di eroi vede personificazioni delle virtù: l’onore, la saggezza, il coraggio e li presenta come modelli di comportamento con fini pedagogici.

Della mitologia greca noi sappiamo che si tratta di una vastissima raccolta di racconti che espongono dettagliatamente vita e avventure di dei e dee, eroi ed esseri mostruosi, fantastici. Le più antiche fonti letterarie cui possiamo fare riferimento sono l’Iliade e l’Odissea di Omero, la Teogonia e Le opere e i giorni di Esiodo. Molti elementi mitologici ritroviamo poi in poeti e artisti di ogni epoca ma in particolare ricordiamo Ovidio, Seneca, Virgilio, Apuleio, Petronio e Apollodoro. Possiamo evidenziare tre periodi: nel primo ci si riferisce all’età degli dei, ai miti delle origini, nel secondo all’epoca in cui dei e uomini convivevano, nel terzo all’epoca degli eroi. Secondo Esiodo vi furono quattro età: oro, argento, bronzo e ferro e proprio nell’ultima comparve il male a rendere infelici gli uomini (vaso di Pandora).

Il mondo ebbe origine dal Caos, da esso nacque poi Gea, la terra, che da sola generò Urano cui si congiunse procreando i Titani, i Ciclopi e gli Ecatonchiri o Centimani. Il titano Crono evirò il padre e divenne sovrano degli dei, sposò Rea, ebbe molti figli fra cui Zeus che a sua volta lo sfidò prendendogli il potere.

I dodici dei dell’Olimpo sono: Zeus, l’unico onnipotente; Era, dea patrona della famiglia e del matrimonio, sua sposa e sorella; Atena, dea della saggezza, nata dalla testa di Zeus, ingegnosa, anche battagliera, patrona di Atene; Poseidone, fratello di Zeus e dio del mare; Demetra, dea dell’agricoltura e delle nascite: Apollo o Febo, dio della luce, musica e arti, legato alle profezie; Artemide, sua gemella, altra single, dea della luna e della caccia, patrona delle Amazzoni; Ermes o Mercurio, dio del commercio, messaggero degli dei, guida delle anime dei mort; Afrodite o Venere, dea della bellezza e dell’amore: Ares o Marte, dio della guerra, amante di Afrodite, da cui ha come figli Eros, Deimos (il terrore) Foibos, (la paura) Efesto o Vulcano, dio del fuoco e fabbro degli dei, marito ingannato di Afrodite; Estia o Vesta dea della casa e del focolare famigliare.

Altre divinità minori sono: Dioniso o Bacco, dio del vino e dell’allegria, figlio di Semele e di Zeus, che sposò Arianna, dopo l’abbandono di Teseo: Asclepio, dio della medicina, Elio, dio del sole, Ade o Plutone, dio degli inferi; Pan, dio delle foreste, Proserpina, dea primaverile, figlia di Demetra e sposa di Ade; Temi, dea della giustizia.

 

 

Questa rapidissima carrellata vi accenna al mondo mitologico in cui ci muoveremo con lo scopo di fare emergere attraverso l’analisi di alcune storie

la chiave d’interpretazione simbolica. Infatti il concetto di “inconscio collettivo” elaborato da Carl Gustav Jung (1875-1961),dopo importanti studi di religione,antropologia e mitologia,ci porta a considerare che esistano nel nostro inconscio “tracce di immagini”(archetipi) ereditate dagli antenati e comuni a tutta l’umanità di ogni tempo. Jung prende come oggetto della sua indagine proprio il mito che era sempre stato denigrato perché considerato una forma di pseudo conoscenza. Egli afferma che il comportamento dell’uomo è frutto dell’influenza esercitata da una serie di simboli che egli ha introiettato dai suoi predecessori.

Che cosa è un simbolo? Il verbo greco “sunballein” significa “avvicinarsi,congiungersi,mettersi in relazione”. Il “simbolo” o segno,allegoria,immagine, era in origine un oggetto che serviva per denotare un legame profondo fra famiglie o città. Si spezzava in due ad esempio un anello e ogni contraente ne riceveva una parte.

Moltissimi cose di cui facciamo uso hanno un valore simbolico:è un simbolo la croce come la fede al dito, lo stesso Cristo è un grande simbolo (il salvatore, il buon pastore); i sogni sono fatti di immagini simboliche che appartengono a noi tutti.

Campbell, studioso di mitologia comparata,afferma che le immagini mitologiche mettono in contatto la coscienza con l’inconscio. Il mito indica in qualche modo il nostro viaggio esistenziale,viaggio che ha diverse tappe: l’infanzia, la separazione, la chiamata, il superamento delle prove, l’iniziazione, la morte simbolica, il ritorno.

Ognuno è l’eroe protagonista del suo viaggio, durante il quale,partendo dall’Ego e dal sostegno ambientale, attraverso le prove iniziatiche,dovrà pervenire all’autoconsapevolezza e all’integrazione del Sé, conquistando l’autosostegno. In questo percorso sarà essenziale l’uso dei propri talenti,che non vanno sotterrati ma adoperati per l’evoluzione.

Il viaggio è dunque una metafora della vita e gli eroi di cui abbiamo sviscerato i miti si realizzano proprio nelle loro faticose imprese.
 
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a cura di Ezio Falcomer

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