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introspettiva

Lucida

Lucida del corpo
primordio che sa
della mente figlia
un’amante stria
paziente, fremiti
al suo uomo.
Non è giorno, sera, notte.
 

D'innocenza e altero coraggio, forse

hanno
tagli sbiechi, le porte
al passaggio di luce
 
si potrebbe dire; forse
un ghigno, che stride
all'innocenza di primavera, o
a quello stare altero
di una rosacea, che 
segna il coraggio
laggiù, alla solitudine

Pasqua

Tra le immancabili mimose
e i cimiteri di campagna
Pasqua
è una sospensione
l'attimo incatturabile

E’ difficile se pure possibile arrivare

 
C’è un limite nelle isole che esubera da un tesoro
di convogli, come pure, in ciò che credo cuore,
la vita trascorre sfiancata, recessa,
quasi abbandonata al corallo aggressivo
della permanenza. Quindi, permanere è una doglia,

bug

 
 
rimpatri illusori in ologrammi
di luoghi (non si inganna il silenzio)
 
l’odore ancora vivo
aggrava il sur-reale
 
questa miniera di tristezza
e cose
trapassate all’inutile

Triste primavera

Piccoli cieli navigano
in pozzanghere bagnate di nuvole.
Tra i colori timidi della primavera
si stempera il grigio dell’anima,
mentre piovono illusioni
sul mio arido prato di sogni.

Da Josephine un invito alle amiche del cuore -Romanza-

Per poterci vedere alle nove,

dolce amiche del tempo che fu,

ho ripreso l'antica tovaglia,

Su e giù per le scale

Vieni,
appoggiati
al mio braccio
i gradini
sono trappole
sui nostri
saliscendi,
il tempo
nasconde
tra le pieghe
il veleno
dei sogni,
il fiato

L'ombra

 
L'aveva incontrata spesso, vagando tra le tombe divelte, nei luoghi della memoria, quell'ombra che aveva sembianze d'ossa nivee e lucenti, perfettamente assemblate in forme urlanti la via agli abissi, dove ogni vetta si dissolve a contatto con il bruciore del nulla.

ch'io viva un anno un secolo o dieci minuti soltanto

miki a marburg 2005_0.JPG
Ch'io viva un anno
un secolo
o dieci minuti soltanto
quando ti guardo
e sorridi
il mio scopo è raggiunto.
Per me
sei l'onda che innalza
che inebria
che monda
il mare di nero dolore

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