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cose così

Dare...dare....

potrei giurar su tutto
senza farmi dannare
che agli occhi di chi ama
nulla è da biasimare.
non c'è peccato verso
questa o l'altra voglia
non costi o ricavi
da comparare
hanno da esser doni
senza riserve liberi
di arrecare gioia e
prendersene sempre
completamente.

 

Sullo scrivere...frammenti

Ieri al mio corso ho invitato i miei amici a scrivere un pensiero sulla scrittura ed è quanto mi ha inviato Rinaldo:
 
Sullo scrivere... frammenti
Volevo dirtelo, cara amica, che le parole sono passi... che compaiono o scompaiono come fogli sparsi nel vocabolario dell'anima.
Segni trasposti sulla carta, che prendono vita, staccandosi dall'inchiostro scuro, librando leggeri sopra la pagina. Sono sussurri, generati nella notte, brezza che scuote le foglie degli alberi; soldati immobili sotto la luna, mentre le stelle fanno l'occhiolino ai sassi sui bordi della strada; mentre la tua ombra si perde dissolvendosi nel sentiero che porta nella notte.
Parole, ancora segni che mappano il percorso dei pensieri, che invadono i tuoi trascorsi, che frammentano le tue lacrime... Tutti i tuoi ieri sfumati come nubi che si infrangono contro gli scogli della mente... spazzati via nel vortice del presente.
Sogni interrotti tra lenzuola stropicciate, tra respiri pacati, tra rumori ovattati.
Storie che tardano a venire, pallidi intrecci che si sfilacciano, che impazziscono lividi come maionese dal sapore agro.
C'è un vuoto, un eterno presente che ti stordisce, in attesa di eventi che non si manifestano, di trame che sfuggono e si nascondono frusciando nella tua mente.
Senti il rumore della loro presenza, ti accorgi che sono lì a pochi passi dai tuoi pensieri, mentre un muro invalicabile te le allontana, s'infrangono, e la marea spinge a riva i loro frammenti.

Fiori

 

Oggi il rosso geranio
ha preso posto tra le rose
ed il più scuro ciclamino
si sposta al sole.
Il verde filo d’erba
color freddo
sa rovesciar le sorti del suo prato
senza profumo se la spassa alquanto
ridendo un po’ di tutti
e sorvolando.
 

I colori della notte

I colori della notte
 
 
Nella notte posso dipingermi di tutte le sfumature.
Creo sola:ciò che voglio.
Solo di me tingerò i pensieri.
 
Il buio mi racconta:: io disegno.
Le unghie segnano siluette colorate di ciò
che sono.
 
Lucida anima ignara dalle mille tinte.
Solo ora, nel buio, esistono.
Perché le ho costruite,  in uno sfarfallio
di verità … che sa di bugia.
 
La notte, mi coloro e mi scoloro.
Scelgo di me:
l’ombra delicatamente stinta.
 
 
 
OROFIORENTINO

 

Cose Così [di fiati il buio]

Le bocche punteggiano di fiati il buio
  denso di boschi radi, profumi dolci

Incantevole visione l'ultimo sudore
  fragranza odorosa, leccando il viso

Tessuto vivace l'istante e la seta
  farfuglio baci salvia, invasa dalle mani

So di fiori distesi, di purezza accorta
  disordino un sorriso, l'appendo su te

 

Manuela

e poi

e come si fanno scivolare, quelle illusioni che separano la realtà dal mistero quando ad occhi bassi guardiamo la terra con la vergogna nel cuore di essere troppo piccoli per rivelarci al cielo. quella speranza cieca ha una luce selvaggia, e mi domando, quanta sia la luce che abita in queste orbite nere quando brucia sulle pupille dell'indiferenza.

qualche volta l'aria. il soffio sui polmoni. e non c'è via di scampo. neppure un cuore artificiale. solo il don delle campane. una messa di spighe. un vento sui paveri. e poi, l'agonia dei versi in cui sostare.

 

Miti: Orfeo

 
 

Allora, la storia è semplice e comincia così come in una fiaba, ma non ha lieto fine.
 

Orfeo è un principe, figlio del re Eagro di Tracia e della musa Calliope, "colei che ha una bella voce", nata a sua volta da Mnemosine e Zeus, ispiratrice di Omero-Iliade ed Odissea- cioé della poesia epica e, soprattutto, ancora recitata, non scritta.
 

La Tracia è una regione a nord della Grecia, oggi potremmo situarla come estesa longitudinalmente fra la Bulgaria e la Turchia.
 

E' una terra misteriosa piena di boschi, di nebbie, e risonante di acque, di incantesimi pertanto. I viaggiatori, tra cui quel gran pallonaro di Erodoto, erano tornati in patria raccontando dell'esistenza di una cultura sciamanica, stregoni per semplificare, con poteri magici e capaci di intermediare con la natura ed il mondo dei morti, meglio ancora l'aldilà.
 

Come facevano? Procurandosi uno stato di trance attraverso la musica.
 

Questo principe, dotato come non altri del canto, (e ti vorrei vedere con una nonna ed una madre così) si innamora perdutamente di una ninfa: Euridice, ed è da lei riamato.
 

Dicono, dicono, che il loro fosse un amore casto.
 

Che sia stato per questo non so; la voce aveva cominciato a girare e Aristeo, un figlio presunto di Apollo, dio della conoscenza non dimentichiamolo, decide comunque di provarci anche lui.
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Miti: Orfeo

Adunque o, se essendo degli ortodossi lo preferiste, ordunque, avrei voluto scrivere qualcosa sul mito di Orfeo, cercando di capirci qualcosa anch'io. La bibliografia è enorme, la ricerca, e la documentazione, di più, se solo si pensa che la bibliografia è limitata al titolo, all'autore e, a volte, all'editore.
 

Quel che è certo, è che questa maschera da fascinosa ha assunto per me, arricchendosi a poco a poco, il che dell'affascinante tante sono le interpretazioni che nel corso dei millenni le sono state attribuite, tante, nel contempo esplorandomi, ne trovavo anch'io di più o meno pertinenti.
 

Mi è parsa, inoltre, mentre leggevo, sempre più dialettica, essenziale per la comprensione della prima figura, quella di Euridice. Direi fino ad attribuirle non solo uno spessore proprio e non subalterno, bensì come se in essa, in fondo, riposasse l'ultimo nodo da sciogliere per la chiusura del"quadrato".

Quindi, venendo al succo come spesso ho sentito dire  alla rettora di questo cunibolo, spererei che a questo mio appello qualcuno rispondesse: presente!

Lo chiedo come sondaggio prima di iniziare, così avremo due reciproci vantaggi.

Basteranno semplici si od un altrettanto semplice ma non...per farmi e farvi capire il seguito.

Con i miei ossequi alla Direzione

Orfeo er Rosso

Rap del vuoto

Falso distorto pensiero
parole di senso incompiuto
chi guarda il profondo non vede
che specchio di sfondo
di vuoto potere
di nullo valore
è meglio volare
se fosse stasera il momento
mi metto a sedere
e voglio vedere
succedere cose
di sopra di sotto
ma cose
di fatti compiuti
di sogni avverati
di veli squarciati
tesori trovati
d’incanto
sui marciapiedi
di cene imbandite
di liti svanite
e senza persone tradite
tra inganni
malanni
disturbi ed affanni
insieme gioire soltanto.
Se fosse stasera il momento.
Intanto io canto.

Creativamente

è al mattino più sovente
ch'io avverta prepotente
dei pensieri nella mente
farsi strada celermente
riconoscere per niente
quello ch'è più conveniente
e dagli occhi immantinente
spanderli nel monitor lucente
per veder s'è poco o niente
quel che scrivo ed è decente
non che sappia dalle gente
quanto voglio sia sapiente
quel che provo intimamente
anche fosse evanescente
è per me significante.

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