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Poesia

Credere di amare


*dalla rete*
Fino a quando
io crederò di amare
e non saprò
se amare è come credo
continuerò ad amare
come credo io di amare
 
Se poi un giorno
imparerò ad amare
e scoprirò
che amare è come credo
allora crederò
di amare
e di sapere amare
 
Ma mai
saprò davvero amare
senza credere di amare

Filastrocca

La freccia scocca e il cielo
trema di soddisfazione a
vedersi così amato.
Il sapore fa un buffetto al palato,
il cucchiaino
(questa cartina di tornasole della
cultura, della buona educazione)
porta la pallina di gelato
alla bocca e ogni nervo ne è deliziato.
Me lo dicevo io che il corpo
è sacro e chi lo sciupa o lo
massacra un indiziato nel mio
processo digestivo personale
degli avanzi, dei nudi.
Meno male che ho fatto studi
scientifici e però ho letto romanzi:
sono giuria e sono imputato,
ma mai pubblico, il pubblico è un
piede in fallo, un fallo in area, un vicolo
cieco. Uno spreco. Ci sono due tipi di persone
che non amo, quelli che offendono
il mondo e quelli che ne sono offesi.
Li condannerei entrambi a portare dei pesi
fino a che non invecchino e siano
stanchi, allora darò loro un secondo
appello, un fardello più adeguato
all'età, al contrappasso concordato.
Tra un anno. Che chiasso eh, d'altronde
io anche la musica in cuffia, i sandaletti
infradito in città e le cravatte corte
sono alcuni dei miei piccoli odi domestici, allora
riteniamoci fortunati del secolo,
della sistemazione urbana e di tutte le amicizie
vere, da leggenda eppure storiche, diciamo
dimostrate ormai, aggiornate e fidate.
Le perizie le facciano gli altri, noi rimaniamo
abbracciati alla nostra madre terra,
affratellati dalla guerra che non combattiamo
ma che dico! non ricordiamo, non immaginiamo
nemmeno. Il mondo è pieno di meraviglie.
Se potessi vorrei delle figlie, una ventina.
Sarebbe una gioia immensa, a partire dal dar loro
dei nomi. Buoni, d'oro. Un coro, un'aria zecchina.
 
[15012010]

Informarsi

Mangiare i fiammiferi, mai:
masticarli semmai. Sfregarli,
ogni tanto, questo sì : questo
è maritarsi. Così
il fosforo freddo e spontaneo, lo zolfo
generoso e paziente. Dici niente.
Che trovata, eh! tradizionale.
Dal rosso al bianco al giallo.
I coniugi felici per poter leggere,
scoprire cose curiose e interessanti assieme;
gli altri invece intanto investigano
i modi misti, puntano l'amaro, una forma
o anche soltanto informarsi in
manuali da cucina, poniamo,
o libri la cui copertina attira,
e poi hanno una ricetta per tutto,
di ingredienti commestibili s'intende.
Che grande invenzione gli elementi
miscibili, le imprese di decorazione
d'interni (tende, carte da parati),
la collaborazione tra sposati!
 
[29012010]

Nella pioggia

Fluttuano le nubi
su di un cielo e di panna e latte.
Attraversano i mondi,
assaporandone i gusti...
...e li rivelano agli uomini
nella pioggia.
Alexis
26.10.2009

La più grande paura

Non debbo distrarmi
dacché se m'estraggo
da me stesso e m'osservo
di quel me m'atterrisco
mi spaventa
quel me dentro me

Platonicismo

mi sei venuta in sogno
stupendamente nuda
addormentata indifesa
ed io seduto accanto
rimirarti tutta
libero da timidi pudori
godermi la vista
accarezzarti con lo sguardo
dappertutto
ogni angolo di te rubare
al mio piacere
e molcere il pensiero
di possederti.

Perduto amore.

 
Ho sfiorato le tue labbra in una prima volta
tenendo le tue mani strette tra le mie.

Ho accarezzato i tuoi capelli impigliandoli tra mie dita
ti ho tenuta stretta a me tenera sul mio petto.

Distesa leggera ricolma d'amore e passione
gioia e desiderio nel sentirti finalmente mia.

Ho percorso le tue forme con timida energia
godendo di te e delle tue sensazioni.

Ora le mie mani sono vuote
perchè di te nulla rimane.

Solo il tuo profumo dolce inebriante
sulle mie vesti e sulle mie labbra.

Non più lacrime nel mio pianto
del mio cuore solo brandelli.

non ho più un'anima perchè a te l'ho ceduta
non ho più un nome perchè dalle tue labbra
la parola "amore" non esce più.
 

Atlantis

Mute Notti Ed Accecanti Giorni

Mute notti ed accecanti giorni
sgorgano dall'eterna sorgente
lasciandomi in secco la bocca
tormentata dall'arsura.

Come un cieco, solitario nel mondo,
cerco affannoso la luce perduta
consumandomi nello sforzo vano.

Un'altra luna piena si avvicina
ad illuminare la deserta solitudine
ed io mi pietrifico

inesorabilmente.

  
      loripanni

Alla città dei sensi

 
C'è pelle che prega
carezze vestite d'amore
e nei sentieri rosa
incide il suo destino.

Fatemi spazio.

fermati, ascolta
 
[sibilo compresso
aria che cerca spazio
polmoni in apnea]
 
fermati, ascolta

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