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blog di Bruno Amore

Concerto a Firenze

Ho cavalcato la mezzanotte sotto la pioggia torrenziale in piazza a Firenze, per assistere ad un concerto. Niente di eccezionale, solo un tentativo di tuffo nella vita trascorsa, un finto giovane che si muoveva a ritmo di soul e rock e classica. Ma, ad ogni frusciare di impermeabile o urtar d'ombrello, lesto un pensiero veniva a te, quasi fosse possibile un incontro. E, sorridendomi, fantasticavo di questa assoluta impossibilità di averti, lì con me. La pioggia, ancorché fastidiosa, la faceva da romantica ruffiana, come quando inzuppandomi alquanto, non frenava mai i miei bollenti spiriti e sotto quel portone aspettavo chi, in fondo, non è venuta mai. E sotto l'acqua fredda che non lavava nulla, di quando in quando, la mia attenzione veniva risucchiata da incerti alieni dalla pelle scura, presenti e senza ripari, a bere suoni, luci laser e vapori chimici ma, non sostavamo mai più di qualche minuto e allora compresi che volevano esserci, erano tanti, più che ascoltare gustare o soltanto vedere. Ma, torna, irrimediabilmente a te ,il pensiero, specialmente durante i pezzi più melodici e immaginavo stringerti a me, nel cavo del mio trench, protetta da braccia vogliose di contatto e tu a reggere l'ombrello, sorridente e felice di questa incongruente performance estemporanea, per entrambi. Non c'è stato, non poteva, quindi ho accarezzato la mia solitudine, con una certa - libera - consapevolezza che, in definitiva, io c'ero.

Che nuovo vuoi che sia.

non basterà il numero
per farne un anno nuovo
quando non si è interrotto
nulla di quello che ha fatto
del passato un tempo vecchio.
quando tutte le nequizie
oramai diventate quisquilie
che da secoli condanniamo
erano sui banchi anche stavolta
e nessuno che le rovesci a terra
spazzandole dal colonnato
del tempio della nostra
fervida laboriosa impunita
ipocrisia collettiva.
 
 

Quanta verità sopporti.

Vorrei dipingermi – a fresco
un mare aperto negli occhi
oppure un deserto infinito.
Viaggiarli con la mente
senza sentire, percepire
i limitrofi viandanti.
Appartarsi a rovistare trovare
nell'angusto o grande spazio
dell'anima insommessa
quanta verità sopporti
quanta luce portarvi
senza bruciarne i lembi.
Perché in questo fluire
di nebbia o sabbia
che è venuto o viene
contorna plasma corrompe
ogni speranza
possa diventar diverso il fato
che ora invece m'acceca
come guardare il sole.
 

Lentamente affondare

Poggio il corpo disteso sulla corrente
e poi nell'acqua più fresca del mare
da tanto ormai che non ho memoria.

Tra i rumori i suoni lontani ovattati
lo sguardo si perde lassù nel profondo
del cielo azzurro o blu tenebra puntato
di stelle d'oro ammiccanti nella notte.

Sola realtà la brezza che sfiora la pelle
emersa che parla di calore o frescura.

Ora sempre più povero questo incanto
sento venire che via via sommerge questo
mio tronco e bordeggia e l'acqua giunge
a tratti - alle labbra agli occhi socchiusi
quasi che il pensare stancamente snervi
la spinta che m'ha fatto sinora navigare.

Tutto il vivere m'ha spaurito nella vita
eppur bisognava andare e sebbene colei
dentro mi stringe in una morsa il cuore
lucido voglio vederla prendermi per mano.

Aforismi (?)

Mai nato.
 
un soffio d'umanità
mi ravvivi l'anima
e nascerò.
 
 
Candele.
 
illuminassero
le intenzioni sarebbe
sempre sera.
 
 
Feste & festa
 
nessuno ha festeggiato
la nascita di un povero
e nuovi a milioni
all'anagrafe.

La migliore amante (solitudine)

è certo lei la miglior amante
beve con te il vino preferito
senza trovare ch'è grossolano
oppure ha retrogusti legnosi
siede sul tuo grembo disposta
a ognuno dei tuoi capricci
ti segue come un'ombra
silenziosa lieve amichevole
se l'accetti come compagna
non dice mai devi o non devi
fare questo quello e brava indica
il posto dove puoi sedere solo
poggiare il capo su una nuvola
che passa e saltare sulla seguente
senza sforzo e alcunché di urgente
Ma una scomoda coinquilina
ti preme ti assilla
a gran voce urla il tuo nome
quasi fosse una targa conosciuta
e prescindendo dalla felicità preme
perché tu sia gradevole per tutti
normalmente semplice e comune
ma chi vuole essere molestato
per restare essere o diventare
quello che altri vogliono tu sia?

Quel sottile piacere

quel sottile piacere
di non volersi bene
quel sensuale desiderio
di andare altrove
solitariamente di nascosto
ma immaginare quanto
sei stato visto e pianto
e straziarsi l'anima
nel timore che qualcuno
quello speciale qualcuno
passi oltre senza uno sguardo
ma certo è questo il senso
di lasciare dello scordarsi
deluso eppure esigente
anche se non hai danzato
nessuna estate in questa
festa dove la musica
non era per le tue orecchie.

25 dicembre

ma chi è nato, oggi
il re del paese dei balocchi
ha sciorinato in ogni dove
dolcetti caramelle e cose nuove
una festa dell'avere più che mai
tante luci colori a caro prezzo
da sgranare gli occhi.
Fosse di Saturno l'opera grande
che ricacciar vuoleva agli inferi
i mostri del verno che l'età dell'oro
agognavano per se m'adeguerei
ma troneggia sulla mensa sacra
un gesso di bambino seminudo
che di povertà è segno non di agio
ed ha tutto intorno il minimo aiuto.
Forse non ho giusto intendimento
credevo fosse il dì del sacrificio
nel quale rammentare con l'aprire l'anta
colui che disse in pace e fratellanza
sia condivisa tutta l'esistenza.
Gironzolano i peregrini tra i banchi
guardano e s'illudono negletti
di far parte della festa ridondante
a sera poi eccitati e speranzosi
che al banchetto siederanno prima o poi
s'accucciano tra i cartoni
nelle brande.
 

Nei dì di festa.

Voglio appoggiarmi
senza danneggiare
stringermi nelle mie
convinzioni e lasciare
correre anche le cose
che sempre mi hanno
turbato contrariato
Sarà certo un modo
d'essere comune consueto
in questo quotidiano
luccicare di amenità
che tuttavia sono la vita
che mi tocca vivere
Se non verrò alla festa
che si tiene in piazza
certo comprenderete
perdonerete se dalla veranda
dei miei occhi socchiusi
guardo i vostri balli l'allegria
con mesto appiglio.

Mi serve un sorriso

Se non fossi come sono
se almeno l'amore venisse
a scuotere il silenzio vivo
che m'opprime l'anima
da troppo tempo ormai
riuscirei a trovare un sorriso
un sorriso lieto per me
e forse allora mi riuscirà
camminare dritto in fondo
questa strada e seppure
ho sofferto intanto
mi lascerei consumare lento
senza l'incubo delle passioni.

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