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La spirale tra i rovi (...1...)

scarabocchi di nero sulle guance sono i morsi
asterischi di stupore i segni dei denti
per una mora/ negra matura/ stretta tra labbra di blu
schiacciata al bacio a rilasciarne colare metafora
affinchè si faccia dura come piolo
strabordando
 
ventre a ventre insopprimibile riscontro
d' innervatura atta all'ascesa
che punti più in basso al ventre
che quasi ci si è all'albero della perversione
io e te aggrappati
come bimbi alla cuccagna
smarriti...
 
sperduti attori manovrati per fili
marionette sul filo tagliente delle foglie
scansandone ragnatele
dolce voltati amor mio
infuocata dall'ultimo raggio
ci sta stringendo la logica dei rovi
ch'è fortuna che si ritrovi ancora assieme
nel bel mezzo cinti di spine
messi alla prova degli strusci pungenti
strascichi per sentieri spezzati.
I graffi sono ferite che rimarginano
tempo al tempo
ma le foglie cadenti che non è autunno
che ancora in estate si è accecati dall'afa
difficilmente torneranno ai rami
se non a primavera... Ah la primavera
quanto è lontana!
... ce ne sarà un'altra?

Tempo al tempo:
sorgente di protrusioni temporali
 
dolce voltati amor mio
 
sulle braccia bruciano le strie
sanguigni ghirigori d'impazienza:
farti mia fino ed oltre l'allungo dell'equinozio a settembre
vorrei/ se solo imparassi alfine
se soltanto arrivassi ad essere conscio
di quanto sappia fingere accerchiamento
la caoticità apparente del roveto non farebbe più paura
allora avrei imparato a non prenderlo di petto
bensì a scivolargli da aculeo ad aculeo
da frutto a frutto senza neppure spostarne rametto
con delicatezza di movimenti d'innata perizia
ragionevolezza deliberata dell'essere consapevoli
 
...è il nostro amarci
succo di mora
fin sul tuo seno
esondazione asprigna
 
arcigna la bramosia 
tenebrosa
gelosia in cenere
 
dolce voltati amor mio
 
... e dovessi fremere per le spine
sappi che io stesso sono una spina
nel tuo cuore/ tra le tue gambe
affondo e riemergo lustro di umori
come il sole e la luna dal mare
inseguendosi nell'arco di giro d'orizzonte
bramata tormentata laguna la tua
ci nuoto appuntito che ti dilati
 
...e sai di miele selvatico
gusto fruttato ingolosisci
mestizia fermenti
tu che dolce ti volti diafana

 
un campanaccio reca al collo la morte
 
dovesse agitarlo all'ombra del nocciolo
tu non curartene
indugia pure sul mio costato
m'innalzano tra grappoli di stelle
i tuoi baci
hanno la morbidezza setosa delle cerase
amore che vieni girandoti dolce
al risucchio delle tue grandi labbra spinose
ci rigiro intorno soppesando il punto
che dolce con te vengo amor mio
tondeggiante di linee è dolorosa l'estasi
una trappola di steli urticanti
ortiche all'uscita dalla spirale
dai viluppi d'asperrime rosacee ramate
 

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