Un miracolo nel deserto australiano Parte 2 | Prosa e racconti | Carlo Gabbi | Rosso Venexiano -Sito e blog per scrivere e pubblicare online poesie, racconti / condividere foto e grafica

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Un miracolo nel deserto australiano Parte 2

PARTE 2

Le acque alluvionali del Queensland hanno ridestato la vita dal momento in cui incominciarono ad affluire nel bacino del Lake Eyre. Se veramente queste acque in arrivo siano bastanti a riempire l’enorme grandezza del lago non e` ancora conosciuto. E` solo raramente che acque alluvionali formatesi anche in tale immensa quantita` possono coprire tutto il lungo percorso.

Nella maggioranza dei casi, le acque alluvionali annuali, che riescono ad alimentarei i letti secchi dei fiumi Diamantina, Georgina, e gli altri corsi fluviali dell’introterra, hanno una vita breve. Si prosciugano durante il lungo tragitto, le acque vengono assorbite dalle secche sabbie, molto prima che queste possino giungere in vista di Lake Eyre.

Le acque alluvionali che si raccolgono durante gli anni normali, hanno solamente la capacita` di giungere a meta` dell’intero percorso.

Ma negli ultimi due anni vi e` stata una grande differenza. L’ammontare delle acque alluvionali fu tale, di essere capace, dopo un innumerevole quantita` di anni di siccita`, di sospingersi con maggior forza lungo i letti fluviali che si trovano nel basso Sud. Erano in tale quantita` a causa dei ripetuti diluvi al Nord, e cosi` furono capaci di trovare la forza per essere sospinte sino a raggiungere il bacino del lago. Sono ora lunghi mesi da quando e` iniziata la ininterotta alimentazione. L’ammontare delle acque che sono entrate e` immensa, ma pure lo e` la vasta area del bacino che si estende sopra una superfice di oltre novemila kilometri quadrati e che ha come base di sopporto quella spessa superfice di sale. E` risaputo che il sinonimo di acqua e` null’altro che vita. Sicche` il continuo affluire delle acque e` della massima importanza per iniziare prima, e poi essere capace a mantenere la vita agli eserciti di ucelli, pesci, ed invertebrati che sin da quei primi giorni li ha visti in continuo accrescersi, e lo vedremo ancor piu` col giungere di nuove acque.

E` risaputo che la discesa delle acque alluvionali verso il Sud, non ha mai superato la velocita` di 40 kilometri per ogni giorno di cammino verso il luogo in cui si trova la finale raccolta, nel Lake Eyre.

Sono stati lunghi mesi di una continua lotta prima che queste acque incominciassero a produrre i primi passi di transformazione dei luoghi in cui sono passate. E` stata una lotta continua e dura con il continuo intrecciarsi dei corsi d’acqua lungo quel terreno arso ed assettato che assorbiva una quantita` enorme delle acque provenienti. Erano lotte continue e tenaci delle acque, capaci di rompendosi in rivoli, grandi e piccoli, per poi, poco piu` giu`, riallacciarsi nuovamente, dopo che erano state dimezzate in quantita` dall’arsura del suolo. Ma fortunatamente esistevano nelle retrovie altre acque ancor piu` forti e combattive che si sospingevano entro quel cammino gia` tracciato, piu` facile ora, poiche` all’intorno vi erano terreni meno assetati. Questo facilito` la loro capacita` ad avanzare in maggior quantita`, formando sempre piu` ricchi affluenti scorrenti sulla pista deserica tracciata precedentemente. Anche questi procedevano nel rimanente lungo cammino in un continuo rompersi e raggrupparsi nuovamente in quell’innumerevole numero di rivoli. Nella parte bassa della discesa, nelle vicinanze del punto di arrivo, procurano nuovi allagamenti sopra quei punti dove le terre erano piu` basse e che non furono toccate prima. Anch’esse, lungo la loro corsa finale, sono state capaci di formare nuovi Billabongs.

La natura aveva iniziato il suo moto, affacendata nel possente lavoro, durante quel continuo zigzaggare delle mille ramificazioni dei corsi d’acqua. Hanno cosi` reso possibile a quell’immensa area di essere bagnata, e pronta a produrre il miracolo del risorgere ad una nuova vita. E cosi` fu l’inizio. Vi furono i primi punti verdi che contrastavano tra le rosse sabbie desertiche. Incomincio` lo spargersi all’intorno di nuove vegetazioni di nuove erbe, fiori selvatici, cespugli.

Questo fu il segnale voluto. Era un segnale di consenso, di benvenuto. La clemenza della natura stava vincendo, ed ora era capace di creare quei nuovi pascoli necessari a mantenere la vita a quelle innumerevoli mandrie di bestiame che si trovavano lungo il cammino delle acque benefattrici. Le mandrie di bestiame hanno ricevuto tutti i benefici, e si sono ingrandite. Vi sono ora migliaia di vacche che lentamente scorazzono libere allintorno delle pasture, che non conoscono confini tra quegli immensi territori che fanno parte delle stazioni pastorali Australiane. Sono numerevoli e confinano lungo quella grande piana, a distanza di centinaia di kilometri l’una dall’altra e che si trovano nel lungo tragitto nel discendere dal North Queesland.

Lungo questa ininterotta via si possono notare ora pure una crescita delle varieta` e del numero di uccelli che si e` moltiplicata a dismisura durante il loro avventurarsi lungo questa via formata dalle acque, creatrice di una vita novella, e che, continua ad invogliare questo esercito di volatili a discendere ancora di piu`, verso le calme sponde di Lake Eyre. Ed ora questa e` divenuta realta`, non sono piu` sogni. Il tutto e` stato possibile dopo che sono avvenute queste rare e fenomenali innondazioni.

Si e` cercato di rintracciare da dove tutti questi uccelli sono venuti. Si sa` solamente che alcuni di questi sono giunti da regioni lontane e sconosciute. Hanno viaggiato per migliaia di kilometri, in formazioni compatte e spettacolari, e poi, come dominatori, sono discesi in quel luogo che hanno reclamato loro, ed lo hanno chiamato casa. Sicche` in quel luogo si e` formato il loro nuovo Eden.

Per il raggiungimento di tutto cio` fu necessaria una lotta continua. Fu necessaria la tenacia da parte di quelle masse sconosciute di acque ed animali che si sono sospinti all’avanti.

Ed ora penso che quelle forze naturali siano compiaciute nell’aver creato questo incredibile spettacolo di vita. Sono state capaci di vincere la loro lotta, ed hanno compiuto il miracolo. La spettrale eistenza creata della siccita` di un troppo lungo passato e` finita.

Sempre piu` si notono all’intorno folti gruppi formati dalle molteplici specie di volatili, che amichevolmente si stanno spartendo le ricche rive e gli abbondanti bottini di pollini e pesci. Hanno nidificato allintorno ed ora si notano tra loro i nuovi piccoli, ancora implumi, che da poco sono stati capaci di rompere il guscio dell’uovo che li racchiudeva. Ora sono la`, mescolati tra gli adulti ad accrescere la comunita`.

Viene naturale il chiedersi quale sia stata la loro misteriosa conscenza che li ha condotti a volare l’enorme distanza di migliaia di kilometri, attraversando ignoti territori, ed hanno potuto alla fine raggiungere il loro Giardino dell’Eden. Chi fu tra loro ad avere tale conoscenza e capacita` di individuare una rotta completamente nuova e sconosciuta, ma che sicuramente fu capace di condurli velocemente su questo luogo dove ora hanno dato inizio a questo mondo favoloso? Forse questo mistero non verra` mai svelato.

Mentre quelle acque piovane cadute lunghi mesi orsono nel Nord del continente, stanno scorrendo su questo lungo cammino, si sono avute nel frattempo altre nuove ininterotte pioggie, le quali si sono formate in una nuova stagione di monsoni e di cicloni lassu`, nel North Queensland, in quell’alta regione che fa parte del Gulf of Carpenteria. Queste nuove acque alluvionali rimpiazzano le acque che si erano accumulate prima di loro nello stesso entroterra, molti mesi prima. Ora quelle vecchie acque sono discese e si sono agglomerate entro un luogo che topograficamente e` alquanto piu` a Sud nell’entroterra.

E da questo punto hanno potuto entrare entro uno dei tre maggiori letti fluviali che ora, carichi di quelle nuove acque, hanno iniziato la seconda parte del tragitto di discesa che continuera` per altre centinaia di kilometri. I letti contenenti le acque sono ripieni. Hanno ora forza bastante e capacita` per giungere alla meta. La continuita` di arrivo di queste acque saranno garanzia alla continuazione di una piu` prolungata vita laggiu`, sul Lake Eyre.

Per quanto? Non lo sappiamo bene. Quello che sappiamo e` che purtroppo verra` il giorno in cui qusto magnifico paradiso verra` perso.

Nulla nella vita umana e della natura avviene senza una ragione specifica. Questa e` la regola fondamentale richiesta dalla natura stessa. Durante gli ultimi due anni si sono formate quelle codizioni climatiche al Nord del nostro continente che hanno provocato alla gente locale durezze senza pari, procurando distruzioni e danni enormi. Ma mai, senza tutto questi apocalittici giorni di sventura per alcuni, sarebbe stato possibile per creare quelle condizioni ideali ad iniziare questo miracolo che avviene ad una innumerevole distanza dal luogo della caduta delle piogge, e che sta tramutando ora quello che non molto tempo addietro faceva parte di uno dei piu` aridi deserti nel mondo. Forse con un po` di fortuna per quei luoghi vi saranno nuove acque alluvionali che discenderanno, bastanti per continuare ad arrivare laggiu`, ed essere capaci a mantenere la continuita` della vita in quel lungo in cui e` stata creata recentemente. Quella sara` l’unica garanzia di continuita` per concedere un piu` lungo periodo di tempo di sovravivenza a questo miracolo della natura.

Questo vi ho narrato e` il modo in cui il miracolo e` avvenuto nel deserto Australiano. Non si sa` per quanto a lungo ancora questo miracolo potra` esistere. Ma e` gia` scontato che verra pure il giorno che decretera` la sua morte portando all’intorno nuovi e lunghi periodi di siccita`. Ma queste cose sono pure ben comuni in questa terra.

Allora, con l’arrivo della nuova aridita`, i semi trasportati dai venti, cadranno nuovamente tra le sabbie ardenti del deserto che sapra` conservarli li` a lungo, forse per decenni, sino a che` il ciclo dei mari creeranno nuove immense alluvioni sulle coste del North Queesland.

Per quel tempo, Lake Eyre sara` ritornato quella piatta pista salina, e tutto all’intorno sara` nullaltro che morte. La vita avra` cessato per un perimetro di centinaia di kilometri all’intorno. Tutti gli ucelli avranno migrato verso nuove e sconosciute terre lontane e nessuno di loro avra piu la conoscenza del loro vecchio paradiso.

All’intorno di Lake Eyre si vedranno vagare nuovamente, quei pochi scarniti aborigeni che vivranno la` attorno nella loro quasi completa nudita`. Se mai durante il loro peregrinare incontreranno un uomo bianco sul loro cammino, avranno modo di meravigliarsi.

Tutto questo piccolo mondo, che e` ignoto alla maggiorita` dei popoli, ricadra` nuovamente in quel sonno profondo per una lunga eternita` di altri trenta, quaranta o piu` anni. Sino a che verra` il giorno in cui il miracolo del deserto risorgera` nuovamente creando altre meraviglie all’ingiro.

La vita non e` null’altro che un ciclo. Bisogna sapere attendere. Bisogna essere pazienti. Bisogna credere che quanto esiste e` cosi`, come e` stato creato, ed ha una ragione di essere. Bisogna pure essere capaci di accettare quelle immense distruzioni che vengono causate da alluvioni e cicloni. Alla fin fine e` solo grazie a questi poteri di forza selvaggia, se vedranno creare nuovamente, in un giorno lontano, altri miracoli come esistono oggi nel deserto Australiano.

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