A Tale of the Past Capitolo 6 parte 1 | RV International | Carlo Gabbi | Rosso Venexiano -Sito e blog per scrivere e pubblicare online poesie, racconti / condividere foto e grafica

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A Tale of the Past Capitolo 6 parte 1

                                          CAPITOLO 7

IL PRIMO AMORE

 

 

Ho realizzato che Mama Antonia ha mantenuto tuttoggi il modo piacevole della sua narrativa e possiede ancora quell’affascinate modo di narrare con ineguagliabili vivide descrizioni. Durante quelle settimane che fummo assieme in Fiji, seguii lo sviluppo, giorno dopo giorno, della vita di Nonna Gigia attraverso le parole di mia madre. Capii attravero il suo racconto l'incantevole mondo ed il modo di vivere in Budapest al principio del ventesimo secolo.  Posso dire che il mio modo di ascoltarla non aveva mutato da quei giorni passati quando l’ascoltavo da ragazzo, seduto assieme ad altri ragazzi sotto quell’immenso gelso nel cortile di mia nonna a Tolmezzo.

Fu` atraverso la sua narrazione che venni a conoscere la vita della mia ava, la giovane Luigia, sin da quando aveva celebrato il suo sedicesimo compleanno in quel grande e favoloso mondo di allora in Buda, in quel principio di secolo. La sua vita era alquanto diversa dal modo di vivere nella sua lontana Nimis. Budapest, in quei giorni, si trovava all'apice della gloria, dovutale alla espansione culturale ed industriale, e la citta` era piena di vita, risplendente di luci, colori, arti, e danze di dame e   cavalieri elaganti, con pure ufficiali splendenti nelle loro uniformi con alamarri d’oro.

Attraverso la narrazione di mia madre mi trovai partecipe in quai luoghi poetici, musicali, ed  incantevoli sparsi all’ingiro di quella metropoli. Rivivevo il grandore del luogo e vedevo l’immenso fiume che scorreva calmo al di sotto di quei ponti che congiungevano le due estremita` della citta` e  che nella notte risplendevano alla vivida luce della nuova inluminazione elettrica. Partecipavo all’amore dei locali che usano chiamare il loro fiume, forse in modo vezzeggiativo, col nome di Dana e su di esso vedevo l’andi-rivieni di navi capaci, che navigavano da porto a porto sino a raggiungere il lontano Mare Nero. Era lo stesso fiume che trova la sua sorgente nella lontana ed incantevole Foresta Nera, lassu` tra le montagne Germaniche.

~ * ~

Attraverso le parole di Mama fui capace di rivivere la vita di quei giorni a bordo di quelle navi lussuose, che al principio di quel secolo, ospitavano gente facoltosa e che piaceva divertirsi in ricchi ricevimenti i quali si protraevano entro le ore mattutine con danze, musiche, festoni luminosi, e luci multicolori. Sentivo che anch’io facevo parte di quella folla gaudente, bevendo delicati vini spumanti del Reno e champagne Francesi. Notavo quanto le dame fossero incantevoli, vestite in sete pregiate, lunghi e ben attillati, che mettevano in risalto le loro grazie, mentre leggiadramente danzavano frenetici Waltzes aassieme a galanti gentiluomini, impettiti in quei vestiti da sera con camice bianche immacolate e ben inamidate.

Cosi` pure dalla narrazione di mia madre, potei seguire mia Nonna Luigia come una giovane ragazza, nella sua vita di allora, nei giorni piu` felici e spensierati, ed il modo che si lasciava trascinare entro sogni e passioni, che tutti i giovani hanno, ma alquanto dissimili da oggi perche` erano dettati da differenti parametri nella vita delle giovani dame di quei giorni.

Ma naturalmente al giorno d’oggi, per partecipare a quella vita, dobbiamo aggiornare i nostri orologi e muoverli all’indietro sino al tempo lontano di quel principio di secolo. Dobbiamo pure essere capaci di seguire e vedere la vita come la vedevono loro, con i loro stessi occhi, vestiti nello stesso modo, e pensare con la loro mentalita` ed educazione. La menatlita` in quei giorni era alquanto differente da quella odierna, dove, particolarmente per i giovani d'oggi, tutto e` possibile, tutto e` dovuto loro. Dobbiamo comprendere cosa in quel passato era permesso a loro di fare oppure cosa non potessero, perche` in quei tempi esistevano molte limitazioni che non esistono piu`al giorno d'oggi.

Una giovane donna come Luigia, non aveva quelle liberta` possedute dalle giovani donne d'oggi. Doveva parlare in un modo cortese dettato dai parametri di allora, doveva seguire regole imposte a lei sia dalla famiglia come pure nel modo in cui i tempi imponevano. Mai si sarebbe azzardata di esprimere appertamente i suoi pensieri, mai li avrebbe discussi apertamente con la propia sorella od una cara amica. In quei tempi vi erano limitazioni sia nel modo di pensare come di agire. Non esistevano liberta` capaci a dar via ai propi desideri che nascevano nel profondo delle loro anime.

Per questa ragione i sogni delle giovani ragazze di allora erano sempre troppo grandi per  realizzare le loro speranze. A loro era permesso di vedere le cose attraverso un limitato orrizonte ostacolato da mute paure, che limitavano i loro pensieri piu` cari.

Per tale motivo cerchero` di ricostruire quei giorni e quei sogni nel migliore dei modi, dopo aver bene assorbito il racconto di mia madre. Allo stesso tempo cerchero` di acettare nel mio pensiero il loro modo di vedere e di comprendere le cose, che limitava la mentalita` di quei tempi.

 

~ * ~

 

La notte era calma e l'aria era intrisa dell'intenso profumo che proveniva dai letti di rose alla fine del prato.

Diversi tavoli erano allineati in bel ordine fronteggianti il Danubio e mille lanterne a candela  erano affisse ovunque al di sopra della terrazza e poi da li` correvono, formando linee leggiadre, tra i rami degli alberi che paralleli andavano alla fine del giardino. Si udiva musica che proveniva dalla sala da ballo, inluminata a giorno, e attraverso le alte finestre e la larga porta a vetri che si aprivano sopra il giardino si intravedeva copie danzanti. L'orchestra era indaffarata in quei svelti ritmi di danza in un elegante intercalarsi, dando vita ad una allegra mazurka. All’interno, sul lucido pavimento di marmo, si notavano leggiadre coppie che allregamente ballavano danze brillanti e alla moda.

Luigia era venuta assieme alle cugine, Erika e Ilona in quel Grand Hotel per celebrare in grande stile il suo arrivo in Budapest. Da poco aveva celebrato il suo sedicesimo compleanno e trovava come la sua vita si fosse completamente trasformata, nella nuova atmosfera piacevole e frivola e molto diversa dall'austerita` nella quale era cresciuta nella casa patriarcale in Nimis.

Era stata affidata alla zia Alexandra, la matrona della sua nuova famiglia in Buda da suo padre Francesco. La stagione primaverile era iniziata, ed il padre aveva proseguito il suo viaggio verso la Transylsvania, dove avrebbe iniziato i lavori della nuova stagione.

Luigia si accomodo` ben presto alla vita confortevole ed i lussi tra le mura di quella sua nuova dimora, molto diversa dalla casalinga rusticita` nella quale era cresciuta in Friuli.

Luigia era snella con un corpo ben formato, di alta statura ed aveva tratti leggiadri ed aristicratici. Aveva larghi occhi castani con la capigliatura abbondante e bruna e ben raccolta in un largo chignon, che era di gran moda in quel tempo. Al collo portava una catena d'oro nella quale si trovava un largo cameo come pendente.

Era al principio dell'estate quando ando` al Grand Hotel ad una festa danzante assieme alle cugine. In questo luogo si era raccolta la gente agiata e aristocratica della citta. Ilona, la piu' anziana delle cugine, aveva preso sotto la sua protezione Luigia ed ora era indaffarata a presentarla ai molti amici che incontrarono nella sala. Ilona usava introdurre la cugina agli amici presenti, usando un pizzico di brio e qualche risatina un po` stridula e soffocata. Si soffermarono ad un tavolo nel quale sedevano tre ragazze assieme a due giovani uomini, tutti elegantemente vestiti nei loro abiti da sera. I giovani invitarono le nuove arrivate al loro tavolo per trascorrere e gioire assieme la serata brillante.

"Questa e` mia cugina Luigia." Ilona introdusse la nuova venuta agli amici, "E' giunta dal Friuli, e sara` in famiglia per un certo tempo... Prego niente convenevoli Frederik, presto sara` una di noi."

Ma il giovane uomo, era ormai in piedi, ed in modo militaresco batte` i tacchi sull'attenti, ed inchinandosi, galantemente porto` la mano di Luigia alle sue labbra, mentre i suoi baffi leggeri  solleticarano le sue dita.

"Come potrei starmene seduto...?" Mormoro` galantemente, "Luigia e` affascinante."

Certo, Luigia, non si aspettava un commento cosi` esplicito. In lei esisteva ancora la giovane ragazza appena giunta dalla campagna, e non ancora abituata alle raffinate gallanterie dei giovani uomini, sebbene apprendesse rapidamente e nasceva in lei la confidenza per la vita di Buda, la quale si trovava all’avanguardia nel suo modo piu` aperto di parlare e di pensare.

Realizzo` che le piaceva di essere assieme a questi nuovi amici in quel luogo esotico, ascoltando la musica di una buona orchestra che suonava dolci waltzers ed indiavolate mazurke. Luigia aveva notato come dai tavoli vicini, diversi giovanotti, apparentemente di buon casato, l’aditassero l’un l’altro scambiandosi domande per sapere chi fosse, mentre allo stesso tempo le inviavano sguardi di ammirazione.

Dopo il rituale baciamano, il giovane cavalliere si presento`, ”Frederick Karl, Capitano del Quinto Ussari.”

 Poi rilasciando la mano di Luigia che ancora tratteneva, si eresse sull’attenti. Luigia noto` che era atletico, abbastanza alto, e come dai suoi occhi sprigionasse una intensa luce blue, e fu pure accativata dal suo sorriso sincero.

Frederick vestiva elegantemente e sembrava gioire la serata assiema agli amici, bevendo assieme a loro champagne e fumando sigari Avana. Ma nonostante questo in lui si notava pure qualcosa di diverso. Forse era dovuto alla sua faccia alquanto brunita dal sole, che indicava di amare la vita all’aperto, ed si leggeva pure, nell’ombra del suo sguardo, la palese riluttanza alla vita troppo facile della citta`.

“Piacere di conoscerla.” Luigia rispose al suo cavalliere.

“Guardate la nostra cara Luigia, cari amici, Non notate quanto Luigia sia leggiadra?” Ilana diceva a voce alta con un risolino soffocato.” Inoltre la Signorina viene da una rispettabile famiglia del Nord Italia. Suo padre ha da sempre avuto affari in Ungheria. Ora attende alla costruzione di una nuova ferrovia in Transylvania.”

Quello era il modo che Ilona introduceva la giovane cugina Luigia sperando che potesse acquistare amici di un certo valore nel circolo sociale della citta`.

Vennero uniti due tavoli e si cercarono altre sedie, in modo di accomodare i nuovi arrivati.

Con Frederick vi era un altro ufficiale, Bruno, ed entrambi erano prodighi di gallanterie con le cinque ragazze sedute al doppio tavolo. Offrirono champagne alle nuove arrivate mentre riempirono gli altri bicchieri.

“Mi dica Luigia qual’e` la sua impressione di Buda? Se le fa piacere un giorno la portero` per un giro di visita della citta` ed avro` modo di farle notare tutti i posti piu` caratteristici ed i monumenti piu` importanti.” Frederick promise a Luigia.

Nel frattempo Ilona scambiava sagaci anedotti assieme agli altri amici e si udivano risa dal gruppo. Quelle risa distrassero Luigia e Frederick cerco` di attrarre nuovamente la sua attenzione.

“Le piacerebbe danzare con me, Luigia? Puo` aggiungere il mio nome sul suo Carnet per le danze di stasera?”

Il frastuono della musica giungeva dalla sala da ballo, seguito da un caloroso battimani, poi alla fine l’orchestra si concesse alcuni minuti di riposo.

 Luigia senti` di arrossire, confusa dalla richiesta di Frederick. “Mi spiace ma non ho alcun Carnet nel quale riservare i miei balli. Sono completamente nuova in questo luogo e penso non vi sia alcuno che realmente desideri danzare con me.”

Bruno che aveva udito quanto era stato detto si intrammise tra i due e con fare sarcastico, sorridendo disse, “Non deve ballare con Frederick. Prenda la decisione di danzare con me, io sono alquanto un miglior ballerino di Frederick...”

“Bruno...!” Ammoni` Frederick.

“Lasciamo le danze per piu` tardi.” Luigia rispose ad entrambi. “Sappiate che chi ballera` con me deve avere molta pazienza e deve aiutarmi nei miei primi passi di danza...”

“Bene Luigia, allora non vi e` nulla di meglio che una passeggiata nel giardino. Se le fa piacere l’accompagno.”

Frederick si alzo` prontamente in aiuto a Luigia, poi galantemente offri` il suo braccio come sostegno. Camminarono sul soffice tappeto d’erba, seguendo il sentiero delineato con bianca ghiaia tra le due file di peschi opposte tra loro e che erano ricolmi di fiori profumati. Il tappeto d’erba era ben curato e risplendeva d’un verde intenso sotto il riflesso delle lampade a candela.

Luigia si sentiva rilassata e felice. capiva che questo era un momento speciale per lei. Era certamente il migliore da quando aveva lasciato Nimis e non si sentiva imbarazzata nell’essere da sola in compagnia di un giovane uomo.

“Quelle sono le luci del Ponte delle Catene, e piu` in giu` si nota, sotto lo splendore della luna, sul versante opposto del fiume, quella larga costruzione, con un’alta cupola e molte torri. Quello e` il Palazzo del Parlamento.” Parlando, Frederick, indicava con il suo indice i luoghi a Luigia, e con l’altra mano la sorreggeva.

Camminarono lentamente fin tanto che raggiunsero la fine del parco, dove le rose erano coltivate ed il profumo era intenso. Videro mescolate tra loro larghe rose rosse e bianche che creavano un gran contrasto sopra il verde intenso del prato all’intorno. Frederick continuo` nell’indicare i punti salienti della citta`, come questi prendevano forma sotto il riflesso lunare. Nel parlare, Luigia noto` come il timbro della sua voce fosse gentile sebbene con un timbro autoritario. A Luigia piacque guel giovane uomo. Ugualmente era esitante, perche` Lui era il suo primo uomo. Mai prima di allora fu sola, particolarmente nel buio di una tarda sera, assieme ad un uomo, ed in un parco. Ma aveva realizzato che Frederick era un vero gentiluomo e penso` che come ufficiale doveva pure appartenere ad un buon casato, e nel constatare l’evidenza si sentiva rincuorata.

Alla fine ritornarono lentamente verso il salone, dove si vedevano coppie ballare al ritmo di un Waltzer Viennese. Frederick le sorrise, con uno sguardo dolce, e senza dir parola condusse Luigia verso la pista di ballo. Lei non fece alcuna obiezione, si sentiva presa dall’incantesimo della musica ch era certamente divina e vide altre gentildonne danzare con grazia e brio, leggere quanto lo fosse il volo di farfalle.

Accetto` silenziosamente l’invito di Frederick ed incominciarono a danzare. Era un buon ballerino e capace di condurla delicatamente al ritmo della musica guidandola nei giusti passi di quel appasionato Waltzer Viennese.

Apparve un sorriso di gioia sul viso di lui ed era evidente il suo piacere di guidarla tra le molte copie. Il suo cuore aveva accelerato i battiti e le sue pulsazioni venivano prontamente trasmesse a Luigia attraverso le sue mani. Si notava come il piacere fosse evidente per entrambi.

I loro occhi erano uniti, e potevano senza bisogno di parole comunicare l’intensita` delle loro sensazioni lasciando aperto il colloquio da anima ad anima.

La prima danza entro` entro una seconda, e poi in quella sucessiva.

Luigia si sentiva intossicata dall’eccitamento. Era come non eistesse nulla di meglio che il danzare assieme a lui, volteggiando in quegli splendidi Waltzes e sentiva di sognare ad occhi aperti. Non manco` di notare come le altre coppie li guardavano, sorrindendo a loro, ma  non si sentiva infastidita da cio`. Era unicamente presa dal piacere di essere assieme a Frederick, e lui era completamente estasiato dalle sue grazie. A Luigia sembrava di averlo conosciuto da sempre. Era tutta presa da quelle nuove sensazioni, come se fosse magia di un incantesimo e si sentiva sospesa nel nulla. Era una sensazione che penetrava rapidamente in lei, come una droga, e si sentiva  intossicata ancor piu` di quanto fosse sotto l’efetto dello champagne che aveva bevuto.

Il suo spirito era leggero e presa dalla felicita` e nei suoi desideri e anticipazioni sperava nel domani. Si sentiva come mai lo fosse stata prima, completamente inebriata, da quel nuovo stato di grazia e presa dalla felicita`.

Frederick la stava conducendo in una danza veloce richiedendo rapidi passi dettati dal ritmo infuocato della musica.

E poi avenne. Improvvisamente Luigia perse un passo e scivolo` dagli gli alti tacchi delle sue scarpe. Senti` un lancinante dolore che rapidamente sali` dalla sua anca attraverso la gamba e si senti` venir meno. Sarebbe caduta se Frederick prontamente non l’avesse sorretta con il braccio che era attorno alla sua vita.

“Tutto bene?”

“Penso sia una slogatura.”

Al dolore improviso era sbiancata in viso ed era ben visibile la sofferenza in Luigia.

“Si sostenga sul mio braccio. Faro` del mio meglio per aiutartla.”

Abbandonarono lentamente la pista da ballo. Zoppicava con dolore, e fu ben notata dagli amici seduti al tavolo. Capirono che era sucesso qualche cosa. Ilona e Bruno vennero rapidamente per dare aiuto.

“Che succede?” esclamarono all’unisono.

“Cerco di accompagnare la signorina ad una sedia, credo sia una slogatura alla caviglia.” Frederick cerco` di spigare.

Luigia cercava di reggersi dritta, ma dolori lancinanti salirono rapidamente al cervello fecendole contorcere le labbra in una smorfia di dolore.

Ilona intervenne, dicendo ai giovani, “Accompagnate Luigia al tavolo, vado in cerca della carozza di mia madre, sicche` la possa portare a casa.”

Il dolore alla caviglia aumento` ancor piu`, divenendo insopportabile per Luigia e procurandole nausea. Si sentiva in quel modo ancora piu` vulnerabile, mentre Frederick e Bruno erano ai suoi lati, soreggendola nell’attraversare la sala.

Fu allora che giunse la madre di Ilona e guardo` Luigia. Gentilmente le disse, “La tua caviglia molto presto sara` gonfia. Avrai bisogno di ripasare tenendo il piede sopra un alto sgabello e dovrai fare impacchi ghiacciati per arrestare il gonfiore. Ilona si prendera` buona cura di te, appena sarete  a casa. Ti verro` a trovare presto nel mattino.”

 

 

 

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