Login/Registrati

Sostieni l'associazione

iscrizioni
 
 

légami/legàmi - del tampax e molto altro - goliardica

Non hai capito bambina, non stiamo parlando di teneri incastri, questa è un'effrazione, non è un morbido passatempo, il piattino col burro che è in bilico sul piano della tua scapola sinistra, non serve alla morbidezza, lo scioglierò sulla tua schiena, rovente di cinghiate, cosi rovente da cuocerci due uova, spezzerò il pane sulla tua tavola, intingerò il rosso, con la bocca piena, ti spiegherò per filo e per segno, l'economia reale, il mio dolore di spirito, sarà dolore sulla tua carne, lascerò il bianco immacolato alla fine, a pezzi grossi lo infilzerò, a forchettate fino a lasciare il segno, il seme la mia firma
 
 
 
 
[1]Ci sarebbe il Tantra, ma lo usa già Sting. Tienti il karma yoga anche per quello, avrai più visibilità.
 
[2]Sere sceme di manette su testiere battute
cromate dorate come capsule da nonsoquanti euro
lacrime di latte sul volto sfatto di lui che sugge
indomita vomito sulla tavola e sulla sedia
la tovaglia ha macchie verdi come isole 
odore di scarico, di mai wcnet e candeggina
brindo alla vita, che mi ha dato tanto
 
 
 
[6]Nevicate di borotalco aborigeno diffuse e affricate su bifidi attivi bofonchiano tra loro. 
 
 
[3]Légami legàti di sputo
L’amore tradito  ha dato forfait
Porte e finestre mi hanno rubato
L’inverno è arrivato
Solo il freddo  potrà  tamponare gli ultimi flussi della mia verginità
 
[7]Em-ergo. Me-ergo. Merda! Ma che dico? Ergo-me. Ergoman... Come Eminem. Mi starò facendo una mina? Dio mio! E che diranno Milva e Ornella Vanoni?
 
 
 
[4]La trista Teresa avea in tutta fretta
da esperta rollato la sua sigaretta
e tutta giuliva con un dito alzato
si sdraia davvero nuda sul prato.
 
[5]Perché, sul colle Oppio, un virus aveva distrutto tutti i papaveri.
 
[10]Meno male... meno male...
che son orbo da un occhio,
lei con me sta al sicuro...
botte di ferro, garantito,
altro che Sting... sei ore,
si, magari
con tutta la Philharmonic Orchestra di Londra,
tre minuti a testa,
tantra è tutto virtuale,
(se brucio incenso, m'inarco come Giovanna, coscialunga, tendo e schiocco, sciocco, baciami, ardimentami, l'alito di vita, insufflami, appestami di lividi blu, blu, blu...blu)
Virtuale, meno male, che non sto bene.
 
[9]Diciamo... una modesta semplicità, un’aurea mediocrità… (Aurea???). Facciamo un’argentea! … Vabbè, facciamo plumbea. Un po’ bronzea, al limite.
 
[11] Ma si, diciamolo pure, che i lividi sulle cosce me li son fatta da sola.
La bandita, volevo fare, scavalcando il muro alto della villa, man bassa delle gioie custodite in cassaforte. 
 
 
 
[12]...ora solo l'occhio glauco di una sirena guercia potrebbe indurmi a pensare
a possibili soluzioni "differenziate"...tuttavia preferisco aspettare: vuoi vedere
che, dal fondo del nido, emergono degli inattesi "pulli"?
 
 
[13]... di un richiamo a Teschio d'opera, anello frenetico del mio piùMito, l'Homo Mascherando, in rouge di tuta spastica, simil marrone, a triature trirate, come Mestruo di Balena (o di Caimano Purosanguine), nella sConveniente sConvizione che di Tam Tam si può anche vivere, è di Pax che si sDruce, infilandosi, NoiOstici, in narici Mucho Macho Retrò l'aspetto vero del profilo sBarocco. E il Senor sTampax, in...tanto continua la Sua Svilsata Sfa/villosa, nei colpi a mano aperta, nei cazzotti ben indirizzati, nei piazzichi e strapizzi, nelle vetrinesche delle Farme e Cie e dagli SkaFFali delli Supermarchette, dove strizzano occhi buoni ed affabili alla natura dell'Arrogantoso Presuntuosetto (Fragile Furetto o furbetto o Solobecco) colljote a Denominazione Di Origine Controllata e Certificata e Confederata e, purché si sappia, Universalmente DiVulgata, di tutte le tracce Spazzaturose e Inutili, con un,  senza dubbio alcuno, Sbuffo Vomitoso di tutte l'HoreStronsie, laggiù, ner Buco der Culo, dove se cancellino, d'autonomia tutte lhorme der cazos, Alleluja, Olè ...
 
 
 
 
[14] Ahi, mi querido hermano, son di pietra le sbarre della galera mia, inchiodate sulle foglie accartocciate dell'ultima poesia, che marcisce nella melma salmastra di un eterno mestruo.
 
[15]Cala la palpebra e la mudenda sui poetistici fumi, funghi: amanite falloidi velenose ma ludiche, spuntan. Artificiosi cigni di cotton fioc nuotando a farfalla sui laghetti artificiali. Pur di farsi notare venderebbero le uova anziché covarle.
E covava. K'ova, L'ova. Mr Loba loba. Fantastik. Bombastik, Spastik.
 
 
 
Sogno un lancio dall'aereo
sopra un cactus grosso,
lucido e senza spine.
Di lasciar cadere i miei figli dai rami
sopra le vostre giarrettiere
graffiandovi le gote rosse di vergogna.
 
 
[16] Come faccio a garantirmi la pelle leopardata per soffocarti d'un sol-bbalzo, mentre t'inn-alzi, arri(ng)vando agli occhi fissi d'idiozia di gibboni in toga e di rossetto osceno fiammeggiano le grida str(onze)idule di scimmiette appese a liane d'ovatta riciclata?
 
[17]Come porti i capelli, bella bionda? Tu li porti all'amatriciana? Sei di forforite un'onda, e sotto l'onda ci sta il mar
 
[18]Menatemi
          Menatemi
                 Menatemi
                          Menatemi
                  Menatemi
          Menatemi
sui lividi
senno ve meno io!
 
 
[19]Arriva il cavaliere che in una notte sola, si scopazzò l'a-iuola e dopo la rasò.
 
 
[20]Ma fin sui tetti ho gente: attendono la stella. 
Son negromanti, magi persiani, egizi, greci...
 
[21]si sta dicendo in giro se n'abbia fatti dieci?
 
[22]E prendilo il fucile, amado mio, vieni a spararmi la neve nella gavetta arruginita, le madonne vestite di azzurro e rubino sono in partenza, è tardi per ubriacarci a Campo 'de Fiori, ma ho ancora uno specchio intatto, potremmo leccarci dentro, mille parole d'amore.
 
[23]Inceneriscimi
E spargimi al vento
Non ho più nulla da difendere
Nulla in cui sperare
Di braccia e mani monca metterò le ali
Mi trasformerò in farfalla
E ti verrò a cercare
Combatterò col vento
L'odio che c'è dentro
Lo griderò lontano
e non farà più male
 
[24]Quante possibilità ho di distoglierti dalle notti svendute al banco dei pegni?
E se provassi a tingermi una ciocca color singhiozzo di pesce?
O magari, sdraiarmi nuda, succhiando gli alluci di Zeus.
 
[25]Che ira truce nell'aria
gira mista a rabbia
di fretta esala a pelle
dal mio volto di pietra
i dannati fumi di odio,  
gassoso irritante
 
Un lieve venticello di tsunami muove all'alba la  Melia prima del chi chiricchi. 
 
 
[26]Con lo sputo
quando l'anima si smarrisce, si confonde, s'annienta
Giovanni I
dalle bande nere raccomanda:
2oz (6cl) di Cachaça
mezzo lime
zucchero di canna lavorato bianco (3 cucchiaini da cocktail)
ghiaccio tritato
 
 
[27]...in realtà, dal nido non saltò fuori alcun pullo! Forse perchè, nascosto sul fondo, un enorme batrace salterino gorgogliava, sazio gaudente! Nel frattempo il pescatore erotomane si era fermato a contemplare la sirena che, incurante di tutto, folleggiava nello sci nautico a bordo di un tempax enorme. Non disse nulla, la sirena, ma al termine di una incredibile esibizione di destrezza  si volse al sole strizzandogli l'occhio, l'unico occhio che le rimaneva.
 
[28]Sul nero del lago, in picchiata, artigliano il dormiveglia, le zampe di gallina.
A riva, sedute sui gradini d'aria, veri come i tarocchi di una zingara, stanno le zie che hanno disertato il rosario al vespro.
E a gambe accavallate, organizzano la fuga, firmando cambiali.
Si rimboccano di neve, intanto, i guerriglieri.
 
[29]...fu così che una palla di neve, ben soda, andò a centrare proprio  la fronte
della vestale libidinosa mentre traeva gioia da sè flirtando con un tronco
d'alligatore  il  Trombettiere, in un empito di saccenza  vomitò il suo ennesimo anatema.
E non fu possibile seguirne le orme.
 
[30]...e tu, che il santo Natale segui a ruota -pur non amandolo- ristài!
Non vedi che dell'inclito la trombetta or sol rimane?
Comprendere sappiamo dell'ira la tua furia... deh, ristài, placa il tuo cuor
che ai vinti concedere clemenza adesso puoi.
In dù parole: che voj fà, sparà alla croce rossa?
 
[31]E kol kavolo ke kamminerò kurva kiusa nel kimono.
Rosso sangue mi lakkerò le unghie, lekkando kuori di kaffè, all'ombra di kandide kamelie, mentre tu mi kucini kaldo kaldo il kuskus.
 
[32]chi me chiamma rlecchine, chi pantalò
chill è soli n'pssta, nu cartesie suffert,
manche wittè
c'ha fatte 'n baff
'o sape
 
c'i apò zze fa ie policenè?
 
 
[33]...dipoi ... di tanto s'infuriò il Trombettiere che minacciò di prender
tutti a vikipedate; e, di fatto, cominciò a dimenarsi, ruotando su se stesso,
sbraitando e cercando di vibrare una gran vikipedata al più vicino interlocutore:
"ignorante" -gridò- "beccati questa"!
Ma l'altro, sghignazzando, lo evitò veloce e, con un salto, andò ad appollaiarsi
sulla collezione dei Bignami del trombettiere.
Fu la goccia che trasmoda ...rantolando il Trombettiere si accasciò al suolo
vomitando i fiumi della propria conoscenza. Nei quali, miseramente, annegò . 
 
 
[34]''So-mmario so-mmario so-mmario!!!''
* e ce-lo-sò *
 
me sò pure avveduta o avvenuta, sò tutta 'n tajio, ormai
 
boh e sara (o sarà) m'è di gemellaggio, simil'o(oro)mozigote.
 
[35]Troppo da sopportate

per un'anima sì pura e afflitta
di bile l'occhio ha la pazza
a pupilla verticale rinchiusa


Sente la poesia il crepitio
del pennone calato nella neve
fotte l'anima alla terra
la pace silenziosa delle cime

Stempera il khaki dell'aere
tornerà aria fredda di cielo
seguiranno la regina i fuchi
estasiati d'umore sul becco
 
 
 
[36]Il pelide superfluo fu estirpato dall'Ira Frustenberg, cotonato e tinto fucsia, che gli giravano ancora le balle, che a Pasolino piaceva la Calla, che lo voleva lei il posto di Medea, che voleva scoprire se era vero che gli argonauti facessero gioco di squadra, di rugby, con le mischie, che l'aveva detto al Pasolino, guarda che ho appena girato La strana legge del dott. Menga (No desearás la mujer del vecino), di Fernando Merino (1972) almeno fammi fare la ipse..ispe...a men...a len...'nsomma ci siamo capiti.
 
[37]Legami al tuo letto
coperta di panna
striscia la tua lingua
e vestimi di saliva
affonda le tue mani
facendomi soffrire
strappa questi veli
e con impietosa forza
mortifica le mie carni
sarò schiava e padrona
di tutte le tue voglie
di ogni tuo piacere
fino al momento in cui...
coperto di sudore
cadendo giù dal letto
ti sveglierai di colpo.

http://www.youtube.com/watch?v=iAGKjYiZ71A

 
[38]Imene, imene
perché mi hai abbandonato?
Gli anni cui tendevo la pargoletta mano
in su la torre antica poggiata in su la fica
del passero solitario una lacrima densa
qui tutti noi si pensa... ma verginella mia...
che già tre lustri prima, oh tu la davi via!
 
 
[39]oh, cara estinta, che di lugubri passaggi fosti inerme testimone, da quant'abitudine si logorò prima d'esser passa come la mia testa avvizzita su cuscini semi-sconosciuti, eh quanti finti sussurri dovetti patire prima d'arrendermi a restare sola, sola con la mia prorompente inutilità, a domandarmi se mai la vita fosse davvero questa e se valesse poi così la pena viverla in siffatta pena, eppur la questione resta lì, poggiata su un altro corpo nudo a sugger la bestia che è in me..

ho esagerato?

 
 
 
[40]l'amor virtuale, la cam puntata
voglio dal vivo rinfrescar l'imene
un fuori porta, una chiavata
e la patonza s'è ridestata.
 
 
[41]Nudo alla tastiera. Alla cam: tu, nuda, a quattro zampe stai strisciando verso di me. I seni ciondolano danzanti. I capezzoli sfiorano il pavimento. Mi eccito. Ti piace l'effetto che mi provochi. Ti passi la lingua sulle labbra. Ti avvicini come per ingoiarmi, affamata come una lupa selvatica. Ad ogni tuo asciutto morso, gemo. Ti metti supina. Non un pelo. Mi vuoi ovunque. Sembri una cagna in calore. Ti giri, rapida come un felino, e mi mostri la tua rosa, un bocciolo al primo sole. Aumentiamo la frequenza, rude. Non respiri: un urlo, un rantolo, un ruggito. Ancora ansimante, ti leggo un pensiero nuovo negli occhi. Sudati ci guardiamo negli occhi e ridiamo. Nesssuna coccola. Nessun bacio. Il gioco è terminato. Gelatina nel kleenex. 
 
 
 
(Una volta raffreddata, tagliate la gelatina in varie forme servendovi di appositi stampini.
La gelatina salata costituisce anche un elemento tipico per ricoprire prosciutto, paté o lingua).
 
 
tra comari:
 
[42]ma il marito, il marito
                                       che dice?

mah, pare dican sia contento
che la moglie fa la vamp ed usa il dito
trae gran godimento dal gioco ardito
e lui la trova pronta in un momento

ma il dito già sostituì con il pennone
mica vero che la dà sol in televisione,
poi foto porno, a Roma un colosseo
se lo sapesse il cornutone gran babbeo?

 
 
                                                             
[43]Si aspettavano le roulotte degli eccentrici, il marito il mercante, le cosce divaricate, lo spread non era così ampio, i peli mancavano solo nella capa del muflone, che ammiccava, restava da capire il suo ruolo, dentro o fuori, cosa di non poco conto.
 
 
[44]fritte le uova  magnate leccate
fracassate sparpagliate
le dita intinte succhiate
e i piatti lavati asciugati
scheggiati catalogati e riposti
nel tubo l'ingorgo
di gusci sgusciati scosciati sganasciati
ce vò l'idraulico liquido
liquido liquido oppure solido solito
ce vò l'idraulico
chiamatelo adesso madò
qui se fa la fine dei topi
scappate scappiamo
alluvionato è il salotto.
 
 
 
[45]Margherita me lo dica
quanti peli ha sulla fica
mascalzone d'un ragazzo
dimmi tu cos'hai sul cazzo
signorina non saprei
venga qui a guardarci lei
ci vuol altro che un pupazzo
per crearmi un imbarazzo
neppur io ci crederei
ma prendendola potrei
far ricami al suo bel mazzo
solo a lei, non lo strombazzo.
 
 
[46]...ed il buongusto ci voltò le spalle
l'avevan lacerato grandi falle.
ognuno tira fuori ciò che duole
emerge la natura se pur non vuole
 
 
[47]e una volta ch'el buongusto s'è girato
è finito pure lui bucherellato
non da colpi per mano d'un pazzo
ma perché gliele suonarono col cazzo
 
s'imburrava caramellandosi da sola:
<<tutta invidia, lo so io che faccio scuola!>>
 
 
 
[47]ossì morì dent 'e zupperèlle, zupponà
dent na 'ncaiòla comm
n'auciéllo 'e cielo
chill che vònn fanne i ddònne
e 'a lengua

o si morire tra due ciotole, inzupparsi
dentro una trappola come
un uccello il cielo
quel che vogliono fan le donne
ed una lingua

 
 
[48]Trombami, mentre ti trompo l'oeil. Sono il tuo Dottor Menghèil, Silvano, che volevi le cicciole, mentre ti riduco a sdrucciole le tue natiche faconde e procaci. Pure tua moglie, dai risucchi così mordaci, si lascia introiare di qualsiasi utensile della mia macelleria, qui nella via, insospettabile, dei Condotti.
 
 
[49]Lo dico davvero non era gran bella
con quel suo naso un po' da porcella
avevo le fregole ero bevuto così fatto sta
che mi andò bene pure questa qua.
Non era gran bella neppur da vicino
ma non c'era luce in quel quartierino.
Noi come furbetti nel buio restammo
e come riccetti una notte trombammo.
Però la mattina là dentro il mio letto
io vidi che era davvero un rospetto
Oddio cosa ho fatto, con chi ho copulato?
Il buio e la sbornia che mi han combinato?
 
[50]Copula delenda est
fiat voluptas mea
Gaudeamus in pacis
Amen
 
 
[51]di sicuro poesia non era...
nemmeno questa corale lo è: segue lo stile volgare della schifezza a cui si ispira
 
 
Chiediamo umilmente scusa alla Poesia.
 
 
[52]Si stava li
maturi
come d'autunno i cachi
di splatch a sentir
gli echi
“ecc'il senso!”
dicevi
cadendo su Newton

Fragore, fragrante guerra, la quiete dopo la tempesta, la coda degli strascichi, umori, cattivi odori, dolori.

Le pistem'o logo, cavandomi i loghi ingrossati dalla bocca, mi fa
“Tutte le Corvette sono nere e cappottano in curva, le Matiz invece fanno cagare”


pallori e vampe, bollori e rossori, unguenti e tisane, è mane, è mane.
 
 
 
 
 
 
 
Pernicioso è l'occhio, che sul tallone di chille a da stà, chille sincazza, l'occhio vurria 'n fronte, a capa, nunneltallone, d'chille, ch'chille è stallone, nun tene tallone, tene o' garretto, ch' o' scudiere cinese ne dice “galletto, galletto pelnicioso” chille, ch'è nu stallone e razza, se capisce, s'incazza “ma che razza di stallone col galletto pernicioso song'?”
 
 
 
 
 
 
finita il 9  gennaio 2012
 
ma se volete continuare, andiamo avanti :)
 
 
 
 
Partecipanti:
parte iniziale e finale in corsivo, di Leopold Orrù Bloom
[1][5][6][7][9][48] Krishna Falcomer
[2][15][17][19][21][35][38][40][47][51]Anonimo Venexiano
[3][18][23][50]pulsatilla
[4][45]l'elicotterista dei carabinieri
[10][36][43][52]Leopold Orrù Bloom
[11][14][16][22][24][28][31][34][44]Stef
[12][27][29][30][33][46]Mario
[13]ra-sputi-noh
[20]Guido Gozzano
[25]GPieroIezzi
[26][32][47]addavenìtaglio
[37][49]Sarà 'na forcaiola
[39]MGZTMB
[41]Ah-ndre-ah
 
 
 
 

Cerca nel sito

Calendario 2018 di Rosso Venexiano

clicca sull'immagine
per scaricare il calendario

Cerca per...

Sono con noi

Ci sono attualmente 4 utenti e 2897 visitatori collegati.

Utenti on-line

  • Raggiodiluna
  • Rinaldo Ambrosia
  • ferdinandocelinio
  • Marina Oddone