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Maurice Henry, surrealista -Boris Brollo

Una grande antologica dedicata alla complessa produzione artistica di Maurice Henry, surrealista e disegnatore umoristico, alla Galleria Gruppo Credito Valtellinese dal 4 dicembre 2009 al 14 marzo 2010. La sua avventura di poeta, disegnatore, pittore scrittore e uomo di mondo, segna la vita di Milano sin dal 1964, data in cui frequenta la capitale lombarda con assiduità.

 

Maurice Henry, surrealista per vocazione, aderisce al gruppo Le Grand Jeu nel 1927 (con i suoi amici Harfaux, Daumal, Vailland, Gilbert-Lecomte). Il gruppo vuole rappresentare, con la sua attività innovatrice, "un folle tentativo di ridare senso ad un mondo che non ne aveva più". Questi giovani artisti, il cui spirito sovversivo si ispira a Breton e ai surrealisti, si uniscono a loro nel '32, dopo lo scioglimento di Le Grand Jeu.
Le prime opere di Maurice Henry, come si può vedere in mostra, sono disegni ispirati da una visione del mondo, spesso enigmatica, dove lo humour viene utilizzato come elemento per addolcire una visione crudele della vita. Non è proprio Freud a credere al valore liberatorio, terapeutico del motto di spirito?
.Insomma ridere, si sa, fa bene al fisico e alla mente e, chi o cosa riesce a farci scaturire la liberatoria risata, compie un'azione così perfetta da essere equiparabile ad un capolavoro, anzi ad esserlo.
Henry "ha saputo, per primo, adattare al Surrealismo il disegno umoristico" (M. Boujut). André Breton, che del Gruppo Surrealista è il principale teorico, a proposito di lui scrive: "L'immagine surrealista, in tutta la sua freschezza originaria, continua a manifestarsi in Maurice Henry. Ogni volta che, in un mattino ancora insonnolito, mi porta la primizia d'uno dei suoi disegni fatti per il giornale sono contento e penso che con i bei modi, i suoi, abbiamo capito il mondo".

La Galleria Gruppo Credito Valtellinese dedica a questo artista una grande retrospettiva antologica con oltre trecento opere, disegni surrealisti, disegni umoristici, oggetti-sculture e dipinti su tela, che si avvale di un parterre curatoriale internazionale di altissimo livello: Arturo Schwarz, Alain Jouffroy, Daniel Abadie, George Fall, Nelly Feuerhahn, François Dufrêne e Dominique Stella, con opere provenienti dal Centre Pompidou di Parigi, dal Musée Tomi Ungerer di Strasburgo e da collezioni straniere e italiane, da Guido Peruz e l'Archivio Maurice Henry.

Pittore, scenografo, regista, lascia, oltre a dipinti su tela, foto, oggetti-scultura, cortometraggi, innumerevoli disegni, pubblicati sui quotidiani francesi dagli anni '30 alla fine degli anni '60, e servizi per le più importanti testate.
La mostra - la più ampia sino ad oggi dedicatagli nel nostro Paese - da conto di tutti gli aspetti della complessa produzione artistica di Henry.
La mostra celebra Henry, proprio nel quarantennale del suo abbandono del disegno umoristico. Nel 1968 infatti, Henry lascia la Francia, ed il disegno umoristico, per stabilirsi a Milano dedicandosi esclusivamente alla pittura. Muore nel 1984, apprezzato e noto in tutta Europa.

 Boris Brollo

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a cura di Ezio Falcomer

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