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Corale da salotto - Scuote l'anima mia Eros -Fantasie d'estate

Scuote l'anima mia Eros Fantasie d'estate
 
"Scuote l'anima mia Eros come vento sul monte che irrompe entro le querce e scioglie le membra e le agita, dolce, amaro, indomabile serpente." (Saffo)

 

Si può rappresentare la reale dualità del connubio fra corpo e anima generato da Eros? Chissà. Ognuno però potrà rincorrere l'anima sua e lì immergersi, nella dolcezza o nella malinconia.
Corpo e Anima: Elementi indissolubili, talvolta in conflitto, ma che possono esistere soltanto in un'unione che poi diviene l'essere, la persona.

Il verso di Saffo sembra condurre a questo aspetto interpretativo della dualità-unione dell'essere umano, inserito in un contesto ricco di elementi naturali. Questa scelta non può essere casuale e conferma l'importanza e l'incidenza che il nostro ambiente naturale ha su di noi e sulle nostre percezioni.

 "Eros è il vero protagonista, signore degli uomini e degli dei, fonte inesausta di tutti i desideri." (E. Scalfari)
 
 
 
1-Dorme la notte tra gemme violacee
affeziona il dolore illuso d’aurora.
Levo la polvere  del tuo riflesso.
Stacco le spine nella sintassi a vegliarti
in penombra di me fin dietro le labbra
 
 
2-Notti bianche - bocche di desiderio:

piegati dal vento di bufera

alberi con foglie vive fatte con cataste di parole

resistono, invisibili.

Tintinnano legate ai rami, le lamine d'oro

impresse a fuoco dalle nostre immaginazioni.

 

3-Sono aquiloni gialli i canti di pupille

riscaldano di fiati il cuore che suda

braccia come lacci stretti a silenzi

piango di felicità o disperazione

 

4-è un pianto che rigenera tessuti d'amore

mossi da empatiche note di rugiada

sfiorano l'incarnato

nella cadenza di nuove vedute

ampliano iridati bagliori

sull'ambra estasiante a fior di pelle.

 

5-si desta il giorno

corre lo sguardo intorno

son scintille i pensieri

son balocchi i desideri

rido all'avventura

di un'altra pagina vergine

 

6- Dentro laconiche giunture disperazioni

s'inarcano sgretolandosi supinamente...

E fiati palpitanti trasudano senza speranza

nel viatico del nostro amore...

Donde esalerò il respiro ritrovato nel tuo

sguardo?

Riporrò ultima speranza nel laccio del mio

abbraccio e con esso ribacerò tue labbra

vogliose...La mia felicità sarà quel tuo

riflesso che s'allontanerà sorridendomi...

 

 

 

7-nel passato che s'affaccia

su cancelli limone

il lampo e il tuono

sono il tuo respiro

 

come ultima bufera

la danza delle mani

delle bocche a cercarsi

 

8-piripì piripì parapà

sembrano sciocchi questi suoni

è invece una voglia

che si scatena impotente

a poterti

sepolto, di testa

accusare di sensi

 
 
9-nei suoni d'amore perditi
dirompi come piena
in fiumi liquorosi
 
 
10- “Scuote l'anima mia Eros come vento sul monte che irrompe entro le querce e scioglie le membra e le agita, dolce, amaro, indomabile serpente. Saffo”

 

Era vento leggero o cruenta tempesta, Eros,
che ho guardato negli occhi fino a ferirmi.
Poi
dietro le palpebre la distesa di un prato,
accanto lo specchio del lago, fremente appena alle spire del sud
qualche cirro nel cielo
e l'anima mia, nel nitore del bianco, che lento si apre.

 

 

 

11- Dapprima mi perdo d’aria
come se fossi dell’anima la voce
 
annuso il profumo di terra
incurante delle derive
 
cammino sul filo di saliva
tra il dito e le tue labbra
 
 
mi prenderà la notte
12-a boccate di menta e anice
che mi dia il senso di te
una carezza di vento le ciocche
finisca nel vuoto, sospesa
 
 
 

13-e in quella notte palpitante di te

riaffiorano stupefacenti sommosse

ammalianti invadenti tepori

su papille rimbalzate

nell'estate struggente

che infonde follia

in un  gioco controsenso.

 

14-Di corse, salti, passi, parlerà l'arsura

una palla infuocata
nei cieli
il carro di Febo
 
di pomi, di fronde
di agguati, sorrisi le tracce
sonagli di pace alle cime
 
Le incaute solitarie parole
distese, come muschi
ai tragitti
 

 

15- Quella malinconia fosca...

talvolta ricorrente nei tessuti del crepuscolo

attenua fragilità d'amore

nelle sfumature di vissuti languidi sulla pelle d'oca

s'inoltra in armonie d'eterno

sfiorando attimi lievi, ma indimenticabili

che segnano i pensieri.

 

16-È l’animale sacro delle cinque dita il cobra
che danza
delle cinque ombre
lui che getta
lo sputo negl’occhi
lui che ritto
ti guarda, t’agguata
 
lo afferri al collo
lo chiudi nel sacco
secchi la gengiva
lo fai ballare come un fantasma
la gara                                     
delle vite perdute
 
17-Alle gambe il rivolo di sudore

al sole caldo dell'estate
la tempesta silenziosa
si fa intreccio di mani
e bocche e labbra
turgide al tatto del fiato
sopra i muri scrostati
di Agosto

 

18-Sensi anelanti umidi languori

pelle incantata da note di luna

sul muschio l'afrore

di pelle in delirio

mani avvinghiate ai capelli

tese nello spasimo le membra

labbra infuocate gridano amore...

 

Giacciono i corpi

pulsanti e vinti.

 

19-Trasuda la spira

di virginali promesse

danzando soave

sulla pelle fremente.

E' terra fertile di passione

il corpo al suo tocco,

e a lei s'affida,

cede e s'abbandona.

 

 

20-respiro il tuo profumo

e del tuo respiro mi nutro

Molecole incancellabili

addosso ai miei pensieri

frecce che fermano il cuore

mentre scivolo lentamente verso te.

 

21-e ancora mi abbandono

e sento la dolcezza di un sorriso

petali le tue parole

e forti le tue mani tra le mie.

Sussurri e piccoli segreti

che rivestono lentamente il mio cuore.

 

 

22-e in quell'abbandono

si mescolano i fiati

accorciando le distanze

mentre la voce sibillina

trapelar fa il non detto...

scavalca il mio oltre

nel tempo di luce

 

23-Emozioni latenti che fuggono,

ricordi sopiti che avanzano

fremendo e sbuffando.

Fragili imperfezioni

si sfaldano e poi si rinsaldano

lasciando segni indelebili

lungo le crepe dei cuori.

 

24-il tutto ha un tono salvia
di sorrisi a boccate fragola
s'attorciglia dalle radici al fusto
e poi 
le braccia così tese alle nubi
 
25-Nubi che rinnovano il mare

ridanno vita agli abissi

pareti perlacee

che scelgono granelli di sabbia

nutrendoli come madri

di succhi di luna

 
26-Scordati gli emerocallidi

sul vialetto poggiano ginocchia
in attesa di conchiglie
l'abbaiare dei cani
il vento del nord

e la mia sete sulla pelle

 

27-A sud del tuo nord

la fonte placa

la sete

della nostra idolatria.

Abbeverarsi, là,

non è pretesto

che scaccia lo sconforto,

né l’assenza

colma i suoi vuoti.

.

A sud del tuo nord

lo spirito

non resta intatto,

lontano

dal rogo estremo

che consuma la carne.

Le gocce cadono

sull’odore di bosco

che punge l’aria

cogli aghi dei pini.

.

Là dove legai

le pene d’amore

coi centimetri di corda

del mio intelletto.

Là come Frine

sgorgasti eloquenza

e sapiente sedasti

con la mente,

l’arsura del mio corpo.

Perché ho ancora sete?

.

Non c’è una scadenza

per bere

ove inzuppasti la gonna,

sul tondo dei sassi.

Di Taide

la Porta della Luna,

è bettola da marinai.

Là il sorriso cinico e beffardo

è scatola di cenere

per monologhi

sull'amore indifferente.

.

Entrano nelle fibre,

s’attaccano alle ossa

e vengono risucchiati

dalla vanità del fumo.

Il rintocco del mezzodì

taglia l’azzurro

sotto la chioma rada

dei pini marittimi.

Là,

a sud del tuo nord.

 
 
                                                                        fine
 
di © Manuela Verbasi (1 -3 -7- 9 -11-24 ), Il Moscone (2), blinkeye62 (6), Silvia De Angelis (4-13-15-22), de pretto mirco (5), frattazzo picasso (8-16), Princ3ss (10), Berto dai grandi piedi (12), taglioavvenuto (14-25), Tiziana Tius (17-26). Sara Cristofori (18). Ladybea48 (19 - 23), Raggiodiluna (20-21),   fabirob  (27)
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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a cura di Manuela

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