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Il portagioie

Quella sera era stata perfetta. Dopo una breve cena a base di pizza e tiramisù, avevano fatto l’amore. Si erano baciati, abbracciati, toccati. Le loro mani sapevano dove posarsi, i loro corpi dove  unirsi e le loro menti dove perdersi. Al mondo non esisteva un modo migliore per iniziare il fine settimana. -Lo sai che dobbiamo alzarci, vero?-  Erano seduti sul freddo e scomodo pavimento dell’ufficio del ragazzo tra manuali di statistica e cartoni di pizza. La scrivania, gli scaffali colmi di libri e altri oggetti d’arredo ricordavano ad entrambi che se non si fossero ricomposti in fretta, qualcuno avrebbe potuto coglierli in fragrante. Perché si dimenticavano sempre di chiudere la porta a chiave? Un lungo e appassionato bacio, dopodiché si alzarono. 

-Potremmo andare al cinema, se ne hai voglia. Siamo in tempo per vedere lo spettacolo delle dieci e mezza.- Era grazie al cinema che si erano conosciuti. Lui, diciassette anni più vecchio di lei, le aveva insegnato ad apprezzare nuovi generi e stili; la ragazza, ben accetta aveva lasciato che la conoscenza di quell’uomo così maturo, la forgiasse. Uscirono insieme dall’ufficio dopo pochi minuti. Salirono in macchina e a ritmo della sana, vecchia musica raggiunsero il cinema. -Puoi scendere per controllare cosa c’è lì in mezzo, per favore?- Disseminati nell’area designata al parcheggio, un portagioie rosso ed il suo contenuto brillavano sull’asfalto ancora umido per via della pioggia, illuminati dai lampioni del viale alberato. La ragazza, incuriosita dalla singolare scoperta, raccolse i gioielli e la scatola fiammeggiante. Si erano interrogati a vicenda sulla provenienza del misterioso bauletto, proponendo le teorie più disparate, ma che fosse stato perso da qualcuno oppure lasciato per la strada da un ladro che sperava di trovare un grande tesoro al suo interno, per i due non aveva importanza. Un oggetto è più affascinante se celato nel mistero. 

-Pensi che dovrei lasciarlo qui, al ciglio della strada, nel caso il proprietario dovesse cercarlo.-

-Dubito che qualcuno verrà a reclamarlo. Potremmo portarlo a far valutare, per sapere se contiene oggetti di valore.- 

-Cosa faresti se valesse milioni?- 

-Scapperei su una calda isola dell’Oceano Pacifico per viverci trecentosessantaquattro giorni all’anno. Mare e Sole, piccola.- 

-E il trecentosessantacinquesimo giorno? 

-Tornerei a casa, per ricordarmi il motivo per cui mi sono trasferito nel Pacifico.-

-Non fa una piega. Purtroppo per te, sembra non ci sia niente di valore. Sono tutti gioielli di bigiotteria, spille di plastica. Forse qualche catenina d’argento… Cosa ne facciamo?-

-Puoi tenerlo, vedere se c’è qualche cosa che ti piace. Non volevi che ti accompagnassi a comprare un portagioie nuovo?— 

-Ladra di un ladro?-

-Non credo che il nostro fantomatico ladro lo avrebbe lasciato in mezzo alla via se lo avesse ritenuto anche solo minimamente proficuo.-

Alla fine decisero di lasciarlo per strada, vicino la macchina. Se alla conclusione del film lo avessero trovato ancora lì, il portagioie avrebbe avuto un nuovo proprietario. 

I titoli di coda iniziarono a scorrere soltanto un’ora e mezza più tardi. Lei non adorava i thriller, ma non essendo quello in questione particolarmente violento, non solo il tempo era passato velocemente, ma le era persino piaciuto un po’. Abbracciati, gli innamorati si incamminarono verso la macchina. -Qualcuno deve averlo trovato.- Il portagioie era scomparso e la coppia riprese la via di casa, come se non fosse accaduto nulla.  

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