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Yesterday and Today Edizione Italiana, Parte Ottava

Edizione Italiana  Parte ottava

 

 

 

Lucia, era una delle poche persone fidate in casa Vedovato che, in quella sera di riunione, aveva l’incarico di servire i rinfreschi, ai molti ospiti riuniti nella sala da pranzo. Tutti i commensali erano intenti nelle discussioni politiche del momento.

Fu in quelle sue mansioni che ebbe modo di udire alcune conversazioni che erano scambiate tra i commensali. Udì che a giorni, sarebbe transitato nella valle carnica, diretto verso il fronte, un convoglio militare e che avrebbe una scorta armata di soldati tedeschi e fascisti.

Lucia ritenne nella memoria quelle informazioni pensando: “Forse queste notizie saranno d’interesse ai Patrioti.”

Quella sera, Lucia fu pure presentata al nuovo Comandante Tedesco. Lucia notò di avere ridestato il suo interesse, e che era seguita dal suo sguardo mentre a volte, incrociandosi, riceveva un sorriso da parte sua. Era la prima volta per Lucia, che un uomo la considerasse interessante come donna. Sentì pure un calore inconsueto che le salì al viso, e concluse che dopo tutto la cosa non le dispiaceva.

Alla fine del ricevimento, Lucia andò a bussare alla porta di Marina. Si sentiva desiderosa di parlare con lei su quanto era avvenuto quella sera durante il convegno fascista. Inoltre voleva sapere l’opinione di Marina sul galante ufficiale tedesco.

“Sapesti Marina, di come mi sia sentita eccitata stasera. Credo che Il nuovo Comandante Tedesco si sia invaghito di me, mi ha ripetutamente cercato e sorriso durante tutta la serata. Sono cose nuove per me. Ti dirò che il suo modo di guardarmi ha provocato in me, desideri mai provati prima. Che cosa pensi, io dovrei fare per conoscerlo più intimamente? Puoi suggerirmi come devo comportarmi con lui?”

“Vuoi sapere cosa ne penso Lucia? Sii gentile con lui e assecondalo in cosa desidera. In quel modo otterrai uno spasimante. Allo stesso tempo, tieni aperte le tue orecchie e ritieni quelle notizie che possano essere d’interesse per il Guercio. Ricordati di essere pure prudente. Tutti gli uomini sono vanagloriosi, e parlano con piacere dei loro affari. Mai tu lo devi contraddire, lascia che si sfoghi e racconti tutto. Tu ascoltalo con noncuranza senza porre domande. Come cosa finale vieni da me e mi racconti… Dimmi tutto, e quanto può essere utile, lo trasmetterò a lui… tu sai bene chi.” 

“Poiché lo hai chiesto, ti dirò che stasera hanno parlato di un convoglio che sarà diretto verso il fronte. Passerà da Monte Croce tra qualche giorno e da lì vi sarà una scorta di truppe Fasciste e Tedesche. Non posso dirti di più. Pensi che ciò possa interessare al Guercio?”

“Non sta a noi sindacare quanto buone siano le notizie. Tu passale e lascia che loro giudichino l’informazione. Penso che il Guercio vorrà parlarti in merito, e darti consigli su cosa devi fare.”

“Di quanto mi hai detto, Marina, credo di non aver capito bene una cosa. Mi chiedi di passare informazioni al Guercio. così che lui possa preparare un’imboscata per uccidere quanti più soldati nemici sia possibile. Dimmi un po’, come potrei passare informazioni a cuor leggero sapendo che la mia infatuazione per il Comandante Tedesco si trasformerà in amore per lui? Sappi che lui mi piace come uomo, e che se qualcosa accadesse a lui, mi sentirei responsabile per la sua vita. Se si ama qualcuno, lo vuoi avere vivo e vicino e non mandarlo a morte sicura. Questi sono i miei sentimenti come donna. Spero mi capisci, Marina.”

“Certamente quanto dici fa senso. Bisogna che il Comandante rimanga vivo, perché le informazioni vengono da lui. Ti prometto che da parte del Guercio sarà fatto il possibile che lui non sia ucciso.”

 

~*~      

 

Durante i prossimi giorni il Comandante Tedesco ritornò diverse volte dai Vedovato. Aveva scuse banali per vedere il padrone di casa, ma presto divenne evidente il suo interesse era di rivedere e poter parlare con Lucia. Un giorno chiese al Sig. Vedovato se Lucia potesse avere il caffè assieme a loro. Fu allora che pose una richiesta al suo ospite.

“Devo recarmi a Venezia, su richiesta del mio comando. Mi hanno chiesto pure di essere accompagnato con una persona di sesso femminile. Da poco sono rimasto vedovo, mia moglie e figlia furono uccise in un bombardamento aereo in Germania, sicché ho pensato a Lucia. Può lei, Sig. Vedovato, concederle tempo libero? Sono sicuro che Lucia si sentirà lusingata per una visita a quella città favolosa e ai negozi di moda che si trovano in quella città incantevole.”

 Naturalmente il Sig. Vedovato non poté rifiutare al suo ospite.

“Certamente posso concedere a Lucia il tempo necessario. Ugualmente penso che debba essere lei a decidere di accettare o no l’offerta di unirsi a lei in questo viaggio”      

A quelle parole il cuore di Lucia incominciò a battere forte. Il Comandante Tedesco aveva così confermato la sua passione per lei. Era incominciata al momento in cui le diede con ardore il primo bacio. Riconoscere di essere amata da lui, un vero gentiluomo, era la cosa più ambita, e non aveva timore nel sapere che lui fosse un ufficiale tedesco.

Nei suoi sogni notturni si trovava ad amoreggiare con lui, e lo trovava un amante pieno di passione e capace di donarle piaceri immensi. Era normalmente nel mezzo di quei sogni che si risvegliava, trovandosi veramente eccitata, con i seni turgidi e i capezzoli duri ed eretti e sentiva il suo corpo pronto per l’atto d’amore.

Molto più spesso sentiva l’urgenza che quei sogni e desideri si tramutassero in realtà. Sentiva il fisico bisogno che lui divenisse entro breve tempo il suo uomo e amante. Era una giovane donna e il suo corpo era maturo e sentiva la necessità di essere pienamente amata.

Aveva bisogno di lasciarsi abbandonare completamente ai piaceri sessuali, di sentirsi libera di inoltrarsi in quei tumulti e abbandoni creati nell’unione dei corpi e di essere completamente appagata nel sentire il membro dell’amato riposare nelle arcane profondità in lei. Nei suoi sogni assaporava ormai il giorno che tutto ciò sarebbe divenuto possibile per abandondonarsi completamente ai piaceri dei sensi.

Lui, sarebbe stato colui, che per primo avrebbe infuso in lei l’armonia del vero amore. Egli sarebbe l’unico capace di iniziarla sulla via che si chiama amore. Assieme avrebbero esplorato tutte le sfaccettature che l’amore può offrire.

 

    

~*~

 

Rose trascorse il suo sabato in riflessioni e pregando il rosario, mentre chiedeva l’aiuto divino. Si sentiva colpevole nei suoi pensieri, cercando di giustificare se stessa, nella ricerca della giusta azione per punire Ludovic dai crimini di guerra. Pregò sin nelle tarde ore della notte, e finalmente esausta, cadde in un sonno pieno d’incubi, sopra il pavimento su cui era ancora inginocchiata, e il rosario era avvolto attorno alla sua mano.

Ebbe un sogno, o meglio un incubo che la riportò a quei crudi eventi del passato. Nel sogno riconobbe Piazza di Santa Caterina, con gli scalini della Chiesa che salivano uno a uno, verso il largo portale. L’arco Romanico sopportava il portone di due pesanti ante di quercia, che nel lungo passare degli anni aveva formato una patina bronzea, e che ora, in quel tardo pomeriggio, rifletteva gli ultimi raggi del sole. Il rintocco delle campane, spandevano nella quieta sera, gli ultimi suoni che annunciavano l’inizio dei vespri serali. A quei rintocchi, vestite di nero e con il capo coperte da uno scialle pure nero, alcune donne affrettavano il passo lungo la piazza per partecipare a quell’ultima preghiera serale.

Fu allora che Lucia rivisse la crudeltà dei fatti, tutto era vivido e reale nel suo sogno. Vide il Comandante Tedesco in fronte a un largo gruppo di soldati, mentre furiosamente batteva il suo frustino di Comandante sopra i suoi stivali e il suo viso era disfigurato dalla collera.  Aveva abbandonato la sua calcolata freddezza, perso nei suoi turbamenti interiori. Perentoriamente ordinò al subalterno, di raggruppare una decina di donne, che si trovavano sulla piazza, e di allinearle contro un muro della chiesa.

Scanio il sagrestano, a quella vista, avanzò ponendosi tra le donne e i soldati, nel tentativo di proteggerle.

A quel punto, il Comandante Tedesco, infuriato da quell’incredibile controversia ai suoi voleri, ad alta voce lo ammonì.

 “Vattene per i tuoi affari, sagrestano. Altrimenti ti pentirai per il tuo ardire. Stattene lontano, voglio unicamente punire le donne per il loro malfatto!”

Scanio rapidamente se ne andò in chiesa alla ricerca dell’aiuto di Don Felice.

Il subalterno allora allineò il plotone di esecuzione ad una certa distanza e diede gli ordini dovuti. I soldati alzarono i loro mauser alla spalla, pronti ad aprire il fuoco. All’ordine di fuoco, il sangue di quelle donne spruzzò dalle loro ferite mortali contro il muro, lasciandovi chiazze vermiglie. Dopo di questo, i soldati marciarono ordinatamente verso i camion in attesa, per far ritorno alla caserma.

Così venne eseguita la vendetta del Comandante.

Alcune ore prima, su quella stessa piazza, una giovane donna, era stata assalita da un gruppo di donne che la colpirono a sassate, e fu lasciata per morta sul lastrico stradale.

Ma a questo punto, il sogno di Rose diveniva nubiloso. Vedeva confuse ombre di soldati e donne attorno al luogo del massacro.

La scarica dei fucili non rintronava nelle sue orecchie in assordanti esplosioni, bensì erano udite come tenui click. Reale era comunque l’orrenda vista delle donne, intrise nel proprio sangue, riverse sul pavimento sottostante. I loro occhi erano sbarrati, con le mani protese verso il cielo in atto di accusa.

 

~*~

             

 

 

 

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