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Romancing the Maya (Versione Italiana) Parte Cinque

PARTE CINQUE
 
 
Con queste discussioni ottenni l’approvazione da parte di Grandpa che mi concesse l’aiuto di uomini forti per il lavoro di sterro nella cava sacra.
Purtroppo le mie previsioni furono provate sbagliate. Dietro quei detriti non esisteva alcun passaggio nascosto.  Nulla! Nessun passaggio, e null’altro era nascosto in quel luogo, nessuno dei segreti da me sperati.
Caddi entro una completa depressione, e il mio morale raggiunse un punto di apatia totale. Durante quella notte non trovai nemmeno sollievo tra le braccia di Maria. La disertai, lasciandola sola nel nostro letto e, cercai conforto con una mezza bottiglia di Bourbon e in buona compagnia con quella diressi i miei passi verso la reclusione della cava.
Ero furioso con me stesso, il fato e pure quel luogo maledetto, ero disgustato dalla freddezza di quella parete di roccia. Gridavo contro di essa gli improperi più vilipendiosi, e la presi pure a pugni, per lenire la mia rabbia sin tanto che le nocche delle mie mani furono sanguinanti. Chiamavo Lord Tula tra le imprecazioni, e lo invocavo di darmi alla fine quegli indizi di cui abbisognavo, e così persi la voce che divenne rauca. Il mio pensiero divenne ancora più offuscato, tra un sorso e l’atro di liquore che diventavano sempre più lunghi, tanto che ben presto aver la forza di paralizzare i miei movimenti. Sono sempre stato un cattivo bevitore e con quel paio di bicchieri ero ormai inebriato con la lingua ingrossata ero incapace a pronunciare propriamente le parole.
Intendevo di formulare progetti per l’indomani, e poter trovare una soluzione ai miei problemi, ma purtroppo il mio pensiero era bloccato dai fumi dell’alcol. Non potei andare più in là di quella dannata roccia, che bloccava le mie possibilità di successo.
Continuavo a rimuginare tra me stesso quei fatti avvenuti senza darmi pace. Il mio spirito in pena parlava con il mio subcosciente:  “Puoi riconoscere la tua stupidaggine, vero? Tuo padre, dopo tutto  aveva ragione, ma forse sei ancora in tempo. Stando le cose come sono, dovrai ritornartene sui tuoi passi, e sederti dietro quella maledetta scrivania al tuo paese e, là dovrai accudire per bene agli interessi famigliari. Non ti restano possibilità migliori!”
Non trovavo pace, e mi arruffavo contro il mio stesso volere. “Charlie, non vedi la stupidità di tale decisione? Invece devi essere dannatamente sicuro di combattere contro la cattiva sorte sinché scoprirai quella maledetta galleria che ti condurrà a Lord Tula, hai ben capito?”
Purtroppo tutti quei pensieri contrastanti erano causati dall’intossicazione del Bourbon, che non mi davano alcuna tregua. La testa era terribilmente pesante e non potevo connettere un pensiero. Le gambe si erano irrigidite, e contro il mio volere, gli occhi si chiusero da se stessi e caddi entro una remota ignoranza, nella quale nulla esisteva. Fu in quelle misere condizioni in cui mi trovavo, che venni preso da incubi penosi.
 Gli spiriti delle divinità Maya erano ora in fronte a me, indicandomi il mare lontano con l’indice delle loro mani. Deridevano la mia presunzione, e udivo le loro risate che divennero oscene nei miei riguardi. Cantavano verso di me insulti sempre più assordanti, che rimbalzavano,  ingigantiti, e assordanti, “VATTENE A CASA, GOOOO HOOOOOOOME,… NEVER COME BACKKKK”
Impaurito, tenevo le mani sulle mie orecchie, per alleviare quel rumore infernale, ma non trovavo pace.
Quando le loro voci si calmarono d’intensità, udii nuovi schiamazzi. Riconobbi la voce di chi da sempre mi aveva torturato e che era quella che temevo più delle altre. Poi apparve in fronte a me il suo spirito, era mio padre. Furioso, arrogante, deridente. Era maniacale, imponendomi di genuflettermi al suo volere.
“Sei un idiota Charlie, reagisci!” tremante dissi a me stesso : “Ma purtroppo mio padre ha ragione.” Accettai con malumore.
Lo vedevo ora chiaramente. Stava innalzato in fronte a me, come un Dio dell’Olimpo, giudicandomi inietto. Burrascoso mi ammoniva. “Charlie, sei più che mai sciocco. Mai imparerai la lezione. Non è forse vero? Avevi promesso di essere un figlio rispettoso e capace di guardare agli affari di famiglia. Nuovamente hai tradito la mia fiducia e le mie speranze in te. Perché hai lasciato a un estraneo il controllo dei nostri affari? Ti ho sempre profetizzato che l’archeologia non ti ritornerà null’altro che miserie. Dietro questi muri della cava, dove ti trovi ora, non esiste fama! Se persisti nella tua testardaggine, presto sarai null’altro che un fallito.”
Il sole nascente faceva aveva incominciato a spuntare dall’esile apertura che si trovava sopra di me e mi svegliai. Avevo la testa dolorante mentre la lingua era ingrossata e arida nella bocca. Sapevo di aver perso la mia lotta notturna e la speranza di ritrovare Lord Tula. Mi chiedevo ora se esistessero veramente anelli vitali che unissero il luogo con il re scomparso?
~*~
Sono caparbio per natura e di fronte alle difficoltà divento ostinato pur di raggiungere i risultati desiderati. Non mi lascio andare facilmente, e così ero divenuto nuovamente combattivo contro le molte avversità. M’impuntai con i piedi solidamente a terra entro la cava, deciso a continuare le mie ricerche. Pensavo; “Il tunnel discendente dalla Città della Luna deve essere in qualche modo connesso alla sacra caverna.”
Ero certo che qualora avessi trovato questo condotto segreto sarei giunto sulla pista buona per ritrovare i resti di Lord Tula.                        
Avevo il supporto morale di Maria, e questo mi era di molto conforto. Inoltre Maria, come donna, desiderava che il nostro affare amoroso continuasse per lungo tempo. Quella era pure per lei una buona ragione nel volere che continuassi le ricerche. 
Fu durante quell’occasione che dissi a Maria. “Per qualche motivo sconosciuto, perdiamo evidenze vitali nella nostra ricerca. Sono più che mai convinto che Lord Tula sia veramente esistito e non solo un sogno creato dalla bevanda allucinogena. La storia ha basi solide e concrete, cosa ne pensi?”
“Non vi sono dubbi, Charlie. La citta venne distrutta e certamente il suo popolo lo fu assieme al loro Re combattendo sino alla fine. Senza dubbio vi sono fatti veraci in quanto udimmo raccontare quella notte. Dobbiamo cercare quelle prove, non è vero? Poi penso che non sia così impossibile, come si creda, poter trovare i resti del re e del luogo dove avvenne l’ultima lotta. Solamente trovando il passaggio segreto avremo l’evidenza desiderata e farla poi conoscere al mondo. Allora non potranno negare ciò.” 
 “Certo, Maria. Noi sappiamo tutto ciò. E` pure vero che sino a oggi, in questa cava, non abbiamo ancora trovato un dettaglio di quanto cerchiamo. Dimmi, dove possiamo andare da qui? Hai un’idea? La città si estende pe kilometri lungo l’altopiano, sicché qual è il punto buono? Non abbiamo possibilità di esplorazioni sistematiche, sono costose e occorre troppo tempo. Per noi vi è un’unica via. Dobbiamo essere tenaci, e tener duro sinché arrivi quell’ultima goccia di fortuna sperata sulla nostra strada.”
“Sicché, Capo…?, qual è mai la tua ultima soluzione ai nostri guai?”
“Semplice, Maria. Dobbiamo giocare bene la nostra ultima carta in questo luogo. Quanto tempo abbiamo bisogno? Se la fortuna ci soffia in poppa, ci concediamo un’ultima settimana d’intenso lavoro. Dopo di che?... Non posso dirlo ancora. Questo è tutto per ora.”
“Speriamo in bene, Charlie, e nella fortuna che stai chiamando. Dopo tutto quel condotto esiste e arriva certamente da queste parti, da qualche sperduto angolo della città.”
~*~
Lavorammo lunghe, estenuanti ore nei giorni successivi. Usammo riflettori con luci molto più incandescenti e meticolosamente ispezionammo con molta cura ogni possibile crepa che le pareti di roccia offrivano. Usando film super sensitivi fotografai quei posti nella ricerca di ogni minima prova che rivelassero possibili passaggi segreti nascosti di là di quei muri granitici.
Tutto avvenne una notte, mentre sviluppavo un film. Apparve un impercettibile crack sulla parete e si presentava come una croce di forma perfetta. Troppo perfetta a dire il vero per essere dovuta alla natura. Era forse quello il misterioso puzzle nascosto che si cercava? Attesi con ansia l’arrivare del nuovo giorno per recarmi sul luogo per una lunga e minuziosa ispezione sopra quel pezzo di roccia. Ed eccomi, come raggiunsi il luogo fotografato, il mio cuore sussultò per la sorpresa, tale da non potersi ignorare. Quello era esattamente il luogo dove un paio di settimane prima, gli uomini di Grandpa, lo avevano ripulito dai franamenti di roccia, che in quei giorni avevano creato i miei primi sospetti. Poi, non trovando nulla al di dietro, dovemmo sospendere i lavori poco fruttuosi.
 Ritornai sul luogo puntando contro la parete la luce più accecante dei nostri riflettori e si diede inizio alla nostra paziente ricerca. Centimetro per centimetro di roccia venne accuratamente ispezionato. Ritornammo sopra le minime fratture con minuzia, pazienza, interesse, per rassicurarci che nulla potesse sfuggire al nostro occhio e con l’intento di individuare quella croce misteriosa che ripetutamente mancava di apparire in fronte a noi. Finalmente, ecco che la croce apparve in fronte a noi. Le minuscole giunture delle pietre erano ricoperte da un finissimo pulviscolo formato con la stessa pietra, astutamente usata nel riempire quelle minutissime giunture delle pietre con grande precisione per poterle cancellare alla vista dell’occhio umano. Il mio cuore esultò a quel risultato e incominciò a pompare a mille, il sangue nelle mie vene. Preso dall’emozione, eruppi in un alto grido di vittoria “Eureka!”
~*~
 Finalmente avevo provato a me stesso dell’esattezza delle mie utopie. Era ora evidente che un muro era stato creato da esperti lavoratori di pietra, per cancellare alla vista dell’occhio umano l’esistenza di quel lavoro murario per mantenere il segreto del luogo.
Si stava giungendo alla via della nostra vittoria ma, cosa mai si nascondeva dietro quel muro? Era quello l’agognato tunnel di cui Lord Tula aveva parlato? Era mai possibile che quello forse pure il luogo, dove avvenne l’ultima lotta del Re?
Furono necessari due giorni, agli uomini mandati da Grandpa, per aprire un varco di là di quel muro. Non ci avventurammo entro di esso immediatamente, sebbene Maria e io si fosse in preda a una grande eccitazione. Dovevo seguire con cautela tutte le possibili norme per non distruggere evidenze e provarle con una dovuta documentazione che un archeologo si deve attenere nel documentare ritrovamenti di una certa importanza.
Sicché preparai le necessarie macchine fotografiche, le luci necessarie per fotografare brevi film della nostra entrata entro quel tunnel. Si era giunti così al nostro secondo giorno e pronti a dar inizio alle nostre nuove esplorazioni.
 Seguimmo la galleria di là del muro, per circa cinquecento metri e a quel punto trovammo un bivio a forma di T.  Il viadotto alla nostra sinistra portava entro una galleria discendente, mentre  quello a destra saliva sulla parte opposta della prima. Quale dei due si doveva seguire? Decidemmo per quello alla sinistra e percorremmo la galleria per un paio di centinaia di metri. Giungemmo a un’ostruzione presentata da un largo cumulo di detriti di pietre, tronchi d’albero, terriccio. Sembrava costruito in gran premura con l’evidente tentativo di bloccarne il passaggio. Era possibilmente quella la barriera che Lord Tula aveva accennato nel suo racconto? Era quella stessa che lo seppellì vivo assieme ai suoi compagni di battaglia?
~*~
Fu a quel punto che le nostre ricerche si arenarono nuovamente. Dovemmo richiamare il gruppo di sterratori usato prima. Sapevo che occorrerebbero diversi giorni per ripulire sufficientemente il viadotto e capace di lasciar continuare la nostra esplorazione di là di quella barriera.
Documentavo diligentemente tutti questi fatti, sia prendendo note sul mio diario come pure con allegate fotografie che ben potevano comprovare la natura della galleria.
Si era impossibilitati andar oltre di quella barriera. Ritornammo quindi sui nostri passi sino a raggiungere quell’intersezione a forma di T, e da lì proseguimmo sul camminamento opposto al precedente.  
 Improvvisamente raggiungemmo una larga stanza scavata tra la roccia. Era di considerabili dimensioni, possibilmente trenta metri in lunghezza, circa dieci di larghezza, con un soffitto di non meno di tre metri in altezza. Trovammo gettati sul pavimento un’innumerevole quantità di vasellami rotti, ma allo stesso tempo esisteva un’uguale quantità di questi che si trovavano ben allineati lungo le pareti periferiche.
 La nostra attenzione fu attratta da murali pitturati sulle pareti di quel luogo. Erano affreschi eseguiti in basici colori in bianco, ocra e in nero. Rappresentavano la vita del tempo nella città Maya e apparivano scene di guerre, intermezzate con idilliche viste di vita campestre. Su una delle pareti esistevano scene rappresentanti rituali religiose, così pure erano raffigurati gli usuali banchetti delle loro festività.
Alcuni di quei lavori avevano bisogno di essere ristorati, ma allo stesso tempo avevano un gran valore archeologico. Finalmente la fortuna si trovava al nostro fianco, e le emozioni in noi erano enormi.
Fortunatamente si viveva in una parte remota del Messico che facilitò il compito di mantenere la segretezza della nostra scoperta archeologica, per lo meno sin tanto si potesse raccogliere più importanti prove. Ancora non ci eravamo inoltrati di là di quella sezione di galleria che era stata bloccata.
Fu quel giorno che ritenni fosse giunto il momento di celebrare le nostre scoperte. Tra le mie cose avevo una bottiglia di spumante, che la tenevo pronta per quel momento di gloria e, fu naturale che  chiedessi a Maria,  “Sai dirmi quale sia il luogo migliore dove possiamo celebrare il nostro successo?”
“Bene Charlie, preparerò un canestro con tutte le delicatezze culinarie che abbisogniamo. Quelle, assieme alla tua speciale bottiglia di vino, le porteremo con noi nella cava, esattamente sulle sponde del nostro lago. Non conosco un posto migliore. Tutto incominciò nella cava con la tua caduta, e poi il resto non fu null’altro che conseguenze di ciò e ruotanti in circolo attorno a questo luogo. Non dobbiamo dimenticare che questo luogo ci fu galeotto. Fu dove divenimmo amanti.“
“Mi sembra che sai raccontare bene la tua storia, Maria, ma alla fine ti do ragione, quel luogo sulle sponde del lago saranno sempre il nostro luogo preferito.”               
  Mangiammo con piacere, parlammo a lungo del modo come procedevano le nostre scoperte, ma ancor più, concludemmo il tutto, con un’intera notte d’amore. Maria si dimostrò in quelle ore di essere la più appassionata amante.
~*~
Occorse un’intera settimana per sterrare la galleria ostruita. Dietro quel pietrame accumulato per impedire il passaggio, trovammo i resti umani di Lord Tula. E al suo fianco erano altri due prodi guerrieri. Nelle loro mani impugnavano ancora le armi usate in battaglia. Negli ultimi duecento metri di galleria, prima di arrivare ai loro corpi, si notavano sul pavimento della galleria innumerevoli corpi appartenenti ai loro nemici che avevano ucciso lunga la loro ritirata, prima che questi decidessero di bloccare la galleria per imprigionarli in quella tomba e dove i prodi guerrieri alla fine morirono dissanguati.
Tutto questo comprovava nei minimi dettagli quanto lo spettro di Lord Tula ci aveva narrato.
Inoltre le nostre scoperte comprovarono, perlomeno a noi, le risorse istrioniche di Grandpa, che fu capace di far rialzare dalla sua tomba lo spirito del Re.
Come ultima considerazione, tutto l’insieme dei fatti, provarono pure le mie capacità come archeologo. Penso comunque che questa notizia non fosse ben accetta allo spirito di mio padre. Penso che all’apprendere la notizia della mia vittoria, venne preso da passioni isteriche e si rigirò entro la sua tomba, trovando che contrariamente alle sue previsioni, e con il favore degli dei Maya, avevo raggiunto una scoperta archeologica di gran valore, capace di ricompensarmi con fama e danaro.
 
FINE    
   
     
     
 
 

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